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    In coda da nove giorni

    coda nove giorniL'autostrada nazionale cinese 110 è in queste ore teatro di un ingorgo da record. Una coda lunga cento chilometri che intrappola da nove giorni migliaia di automobilisti.

    La notizia arriva dalla Radio Nazionale Cinese, che ha tracciato l'ingorgo: si snoda nella provincia di Heibei, tra Pechino e Huai'an, sconfinando anche in Mongolia. Auto e camion incolonnati per cento chilometri: si procede a passo d'uomo e la situazione non migliorerà presto ma potrebbe durare ancora un mese.     

    Nonostante le dimensioni epiche, questo ingorgo non sconvolge più di tanto la Cina. I siti cinesi ne parlano ma ricordano che su quell'autostrada si stanno svolgendo dei lavori e che la congestione durerà almeno un altro mese. I lavori consistono in un adattamento della sede stradale per permettere agli enormi camion carichi di merce di transitare tranquillamente. Il loro peso, che può raggiungere le ottanta (corretto) tonnellate, mette a dura prova la struttura. Ma mentre i lavori procedono, l'autostrada è diventata un incubo.

    Oltre al tempo perso in coda i viaggiatori si lamentano dello 'strozzinaggio' messo in atto da residenti e venditori ambulanti: questi si sono posizionati lungo l'autostrada e vendono acqua e viveri a prezzi esorbitanti, fino a quattro volte quelli normali.

    La G110 è una delle principali strade che portano a Pechino ed è inevitabilmente presa d'assalto dai tir. Le autorità consigliano di scegliere strade alternative o uscire dall'autostrada per alcuni tratti usufruendo delle possibili deviazioni. Ma sono in pochi a seguire questo consiglio: "Meglio restare in coda qui che allungare il percorso, aumentando i costi", è il ritornello degli autotrasportatori.

    Sulla strada sono impiegati 400 agenti di polizia che prestano soccorso agli automobilisti e mantengono l'ordine. In una situazione del genere non sono pochi i piccoli incidenti e i guasti, che non fanno altro che allungare i tempi e aumentare lo stress.

    La soluzione? Aumentare gli investimenti nelle infrastrutture, dichiara Niu Fengrui dell'Istituto di Studi Urbanistici ed Ambientali presso l'Accademia Cinese di Scienze Sociali. Ma nella Cina del boom economico e del consumismo (che ormai non è più una sorpresa inaspettata, tanto che l'impero cinese rischia di essere surclassato dall'India) tutto, anche le strade, sembra essere diventato troppo stretto.

     

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