Se supereremo indenni la fine del 2012,
i catastrofisti avranno un'altra data da
segnale sul
asteroide_2011_ag5_323 calendario: il 2040. Abbiamo infatti un nuovo asteroide, oltre ad Apophis, a minacciare la Terra e di questo ne sentiremo parlare per almeno altri 28 anni. La sigla che lo identifica è 2011 AG5 e nella Torino Impact Hazard Scale (quella usata per definire il pericolo di vederci piombare addosso qualche oggetto celeste, che va 0 a 10) per ora è considerato come un 1. La probabilità è quindi bassa - al 5 febbraio era data 1 a 625 - ma non assente. In effetti, per citare Detlef Koschny dell'Agenzia Spaziale Europea, "2011 AG5 è attualmente l'oggetto che ha la più alta probabilità di colpire la Terra".
Guarda le più belle foto scattate dalla Stazione spaziale.
2011 AG5 è stato scoperto l'8 gennaio del 2011 grazie a un telescopio riflettore posizionato sulla cima di Mount Lemmon (Arizona). Fino a poche settimane fa non era che uno tra gli 8.744 Neos (Near-Earth Objects) noti. Poi però, si è tenuta a Vienna la 49esima sessione del sottocomitato scientifico e tecnico della United Nations Committee on the Peaceful Uses of Outer Space (COPUOS): l'asteroide era tra gli argomenti in agenda e l'attenzione si è subito alzata.
Ecco le più belle immagini spaziali del 2011.
Tutti i numeri e le previsioni che sentiremo in questi giorni sono comunque da prendere con le pinze, perché né l'orbita esatta, né la massa, né la composizione di questo asteroide sono noti e i calcoli non sono affidabili. Di questo macigno spaziale sappiamo in pratica solo che è largo più o meno 140 metri.
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Ovviamente, però, tra i più previdenti c'è già chi immagina uno scenario da Armageddon:"Nell''eventualità remota che il rischio di impatto persista anche dopo le osservazioni del 2013, dovrà essere decisa in fretta la finestra temporale per un possibile intervento di deviazione, e la comunità internazionale dovrà scegliere tra alcune costose possibilità, come un multikinetic impactor o unesplosivo nucleare", ha detto Russell Schweickart, ex astronauta delle missioni Apollo ed esperto di Neos, a Fox News. La strategia meno costosa, secondo quanto riportava un articolo di Space.com, sarebbe invece quella di inviare una sonda vicino all'asteroide in grado di esercitare una influenza gravitazionale: debole ma sufficiente a spostare alcuni oggetti celesti dalla propria traiettoria.
Per la Nasa però, almeno ufficialmente, c'è ancora parecchio tempo per preoccuparsi e correre ai ripari: "La missione Deep Impact [che ha inviato una sonda sulla cometa Tempel 1 nel luglio del 2005] è stata condotta in sei anni, il che dimostra che una finestra di sette anni è più che sufficiente per preparare una risposta adeguata al rischio", ha commentato Charles Bolden, amministratore dell'agenzia spaziale. Per ora, dicono, 2011 AG5 può essere considerato come un banco di prova: un'utile esercitazione.

