Quante volte vi sarà capitato di trovarvi per ore davanti ad un rompicapo senza riuscire a risolverlo, giungendo inutilmente sino allo stremo delle forze? Eppure spesso bastano appena pochi minuti di sonno profondo, ovvero i cosiddetti microsleep, perché la soluzione appaia finalmente lampante sotto gli occhi. Vi siete mai chiesti come sia possibile?
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Proprio tale misconosciuto potere ristoratore ha attratto l'attenzione dei ricercatori statunitensi, interessati al potenziale di queste micro-soste di sonno profondo, altrimenti dette power naps e molto in voga negli States. Proprio al congresso annuale dei neuroscienziati tenutosi a New Orleans sono emerse le prime verità circa i processi neurali collegati ai pisolini: osservando l'attività cerebrale a riposo di 15 soggetti, è emerso che mentre l'emisfero sinistro rimaneva sostanzialmente inerte, quello destro — associato generalmente alla creatività — era in gran fermento. Una vera sorpresa anche perché nella quasi totalità si trattava di soggetti destrimani, per cui sarebbe stato lecito prevedere che fosse stato l'emisfero sinistro a dominare, come solitamente accade nella fase di veglia (ovviamente nei mancini vale il discorso inverso).
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Ovviamente c'è ancora moltissimo da scoprire circa il sonno e i processi collaterali ad esso, tuttavia l'autore dello studio, il professore Andrei Medvedev - operante presso il Centro Georgetown University per l'imaging funzionale e molecolare - ha dichiarato: "sembrerebbe che all'emisfero destro tocchino i compiti di elaborare i ricordi e le nozioni con cui siamo entrati in contatto nella fase di veglia".
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Eppure sino a pochi anni fa gli esperti della medicina del sonno erano soliti sconsigliare di interrompere il fisiologico ciclo sonno-veglia, condannando sia la siesta che i pisolini ristoratori di durata più breve. Ma alla luce dei continui passi avanti compiuti dalla medicina del sonno, Wired.it ha contattato due esperti del settore per fare il punto della situazione.
"In linea di massima — afferma il dr. Concetto La Piana, esperto in medicina del sonno presso il Centro Multidisciplinare di Medicina del Sonno, Dipartimento di Neuroriabilitazione dell'azienda Ospedaliera S. Croce di Cuneo - sarebbe meglio non interrompere l'alternanza del ciclo sonno-veglia ovvero il ritmo circadiano che regola la nostra esistenza, al fine di non alterare in modo forzoso il nostro bioritmo. Tuttavia oggi sappiamo che è sempre importante tenere presenti tanto i ritmi lavorativi - tenendo sotto controllo l'aumento dei livelli di stress - le abitudini familiari e la propensione genetica. Per tali motivi è consigliata una interruzione, un breve pisolino, ma questo deve tassativamente oscillare fra i 15 e 30 minuti ed è preferibile effettuarlo dopo pranzo, in modo da favorire anche una digestione. Oggigiorno non abbiamo ancora delle risultanze scientifiche oggettive che suggeriscano la necessità dei microsleep (o power-naps) ma indubbiamente la possibilità di staccare la propria attenzione per rifocillare la mente con un riposo degli occhi, nonché cerebrale, è un valido aiuto che cela certamente dei meccanismi legati all'apprendimento delle nozioni".
Sulla stessa linea si trova la dr.ssa Menegazzo, esperta neurologa del Centro multidisciplinare di Medicina del Sonno presso l'Ospedale Civile di Dolo (Venezia): "In linea di massima oggi noi possiamo consigliare, in presenza di un'attività lavorativa usurante tanto per il corpo che per la tensione e la concentrazione, di concedersi un riposo ogni 6 ore. Ma — precisa la dottoressa — questa pausa, pur scivolando nel sonno profondo rigenerante, deve durare al massimo 20-30 minuti. Altrimenti, piuttosto che favorire la concentrazione e l'apprendimento, si rischia di rimanere intontiti, con tutte le conseguenze del caso". Insomma, un rapido sonnellino potrebbe essere la soluzione del problema che vi sta facendo impazzire. Ma badate a non esagerare con i power-naps!
