Qualche sorpresa c'è. Tipo quel 20% di crescita fattosegnare dalla birra italiana in Gran Bretagna, paese produttore per eccellenza. Gli altri settori, invece, sono i consolidati fiori all'occhiello dell'agroalimentare italiano: dai formaggi e latticini, che hanno registrato un +16%, al vino (+13%) fino all'olio d'oliva ( +7%). Il rapporto "Made in Italy" di Coldiretti, compilato sulla base degli andamenti registrati dall'Istat nel commercio estero agroalimentare nei primi undici mesi del 2011, dimostra con la cifra totale (30 miliardi di euro, +9% rispetto al precedente) che il Belpaese continua ad avere nelle eccellenze del territorio l'arma migliore per uscire dal tunnel della crisi.
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Neanche la scatenata agropirateria del disgustoso Parmesan statunitense o del Parmesao brasiliano, tanto per citare due notissimi tarocchi internazionali, riesce dunque a scalfire la genuinità degli originali. Sale, anche se di poco, l'esportazione di frutta (+2%) grazie alle mele che hanno controbilanciato il calo degli agrumi. Ad apprezzare di più le delizie nostrane, almeno in termini di valore, sono i tedeschi (+5% l'export verso la Germania), i francesi (+9%) e il Regno Unito (+3%) mentre spicca il volo anche l'esportazione verso aree extra Ue (Stati Uniti, +11%).
Il ristorante del Paese delle meraviglie è a Tokyo. Guarda le foto.
1. Birra: +20%
2. Formaggi e latticini: +16%
3. Vino: +13%
4. Olio d'oliva: +7%
5. Pasta: +7%
