(ASCA) - Roma, 30 dic - A Capodanno integralmente depilati
per sentirsi piu' agili, freschi, puliti, rigenerati, sexy.
Lo dice uno studio promosso da Federico Montanari, AD
dell'azienda Dermal Institute, in collaborazione con 100
estetisti sparsi in tutta Italia che, stando ai dati, hanno
avuto un boom proprio a ridosso dell'ultimo dell'anno.
''Capodanno'', commenta Montanari, ''rimane un momento
simbolico importante ma e' anche un momento di avvicinamento
all'estetica per l'uomo, l'occasione e' solo un pretesto, ma
una volta compresi i benefici, continua poi a curarsi anche
durante l'anno''.
Tant'e', che i maschi nostrani sono diventati veri maniaci
dell'epilazione e, soprattutto nella notte di Capodanno, non
sopportano peli sotto le ascelle (38% degli intervistati),
sulle cosce (25%), sulle braccia e gli avambracci (18%), e
c'e' chi addirittura li odia sulle dita (11%), ma ci sono
anche i fondamentalisti delle parti intime (8%). E il dato
clamoroso e' che negli ultimi giorni gli uomini sono stati il
52%! Ma perche' i maschi si depilano? Sicuramente, vista la
crescente vanita' maschile, la motivazione principale e' per
evidenziare la muscolatura ed il corpo in generale (37%), non
solo sul bagnasciuga, e per stare meglio con se stessi e agli
altri (25%); per questioni di igiene personale (16%), per
motivi sportivi, per coloro che praticano discipline come il
nuoto e la bici (10%), per sentirsi piu' puliti e per lavarsi
piu' velocemente ed agevolmente (8%), per motivi
professionali (4%), come ad esempio i modelli.
Ma c'e' anche chi si depila per necessita': per esempio un
5% del campione esaminato dichiara che si e' stancato di
farsi la barba o un 4% che non sopporta piu' il rasoio sulla
pelle per le forti irritazioni cutanee.
Un fattore importante che emerge e' la ricerca
dell'apprezzamento da parte dell'universo femminile: chi si
e' depilato dichiara di essere stato ancora piu' ammirato
dalla propria partner (67%) e non tornerebbe mai a un corpo
villoso (83%).
I fan della depilazione si concentrano geograficamente in
provincia (66%), ma sono distribuiti abbastanza equamente fra
Nord, Sud e Centro Italia, rispettivamente il 28%, 32% e


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