+++Non e' indulto mascherato ne' resa dello Stato alla
delinquenza+++.
(ASCA) - Roma, 14 feb - Nessun attentato alla sicurezza
sociale, ma un provvedimento volto ad attenuare il degrado
della vita nelle carceri, pensando anche alla caterna di
suicidi che non possono essere dimenticati.
E' quanto, in sostanza ha affermato la ministra della
Giustizia Paola Severino commentando l'approvazione alla
Camera del Dl-salva carceri. Provvedimento di cui la Severino
ha detto di assumersi pienamente la responsabilita' nella
convinzione della sua necesstita' e giustezza.
''Nessuna delle norme del decreto -ha puntualizzato la
ministra Severino- appare idonea ad attentare alle istanze di
difesa sociale, cosi' come da alcuni paventato. Ho sentito a
tal proposito i toni piuttosto accesi di chi, puntando il
dito verso di me ha dichiarato che saro' responsabile di
tutte la conseguenze di questo decreto. Ora, se con il
termine responsabile si intendeva dire che saro' colpevole,
bene devo dire che mi sento molto piu' colpevole delle morti
in carcere per suicidio che delle conseguenze di un decreto
che dovrebbe contribuire a salvare il carcere dallo stato di
degrado in cui attualmente si trova''.
''Se con il termine responsabile si intendeva dire che
saro' chiamata a rispondere di cio' che ho proposto e che
spero il Parlamento condivida definitivamente, devo dire che
sono abituata a sentirmi responsabile per ogni decisione che
prendo'' ha detto la Severino, che ha aggiunto: ''Lo ero
quando, nella mia precedente attivita', sapevo che da una mia
decisione errata poteva dipendere la condanna o la
assoluzione di una persona. Lo sono ora che, nella difficile
funzione che mi e' stata affidata, so che da una mia
decisione errata puo' derivare una lesione dei diritti dei
cittadini e degli interessi della collettivita'. Sono dunque
pronta, anche in questo caso, ad assumermi le mie
responsabilita' ed auspico che il Parlamento le voglia
condividere con me''.
''Vorrei in primo luogo precisare -ha sottolineato la
ministra in alcune considerazioni pubblicate sul sito
www.giustizia.it- che il decreto non e' ne' un indulto
mascherato, ne' una resa dello Stato alla delinquenza. E'
sufficiente leggere il decreto per rendersi conto che nessuno
dei provvedimenti in esso indicati deriva da automatismi o
presunzioni: in ogni caso vi sara' un magistrato a valutare
se la persona sia o meno meritevole di una modifica
migliorativa del suo stato di limitazione della liberta'''.
''La prima parte del decreto -spiega la Severino- incide
sul fenomeno delle porte girevoli che comporta
l'entrata-uscita di detenuti in carcere nell'arco di 3-5
giorni. Si tratta di ipotesi di arresto in flagranza per i
soli reati di competenza del giudice monocratico con rito
direttissimo e con esclusione dei reati di furto in
appartamento, di furto con strappo, di rapina e sequestro di
persona.
Una casistica, dunque, molto accuratamente selezionata,
che ha fotografato i casi in cui piu' frequentemente il
giudice, in sede di convalida, rimette in liberta' la persona
arrestata, dopo che questa ha trascorso in carcere solo i
giorni necessari per la comparizione in tribunale. Una
casistica che coinvolge circa 21.000 persone l'anno''.
''Con il nuovo regime -ha detto ancora- il tempo per la
comparizione si riduce da 96 a 48 ore e, subito dopo
l'arresto in flagranza, il magistrato potra' decidere se
risparmiare il transito in carcere, ricorrendo ai domiciliari
o alle camere di sicurezza, ovvero se la personalita' del
soggetto suggerisce comunque la carcerazione preventiva in
attesa del giudizio direttissimo. Sottolineo carcerazione
preventiva, perche' solo a quella si fa riferimento in questa
prima parte del decreto''.
''La seconda parte del decreto -ha spiegato- si occupa
invece della carcerazione post sentenza, prevedendo la
possibilita' di concedere gli arresti domiciliari quando vi
sia un residuo pena fino a 18 mesi. Anche qui sottolineo il
termine possibilita', perche' non vi e' alcun automatismo
nell'applicazione, in quanto vi sara' sempre un giudice a
valutare se la persona sia meritevole di questa forma di
alleggerimento degli effetti della condanna''.
Per quanto riguarda ''l'asserita inutilita' del decreto''
la Severino ha fatto osservare che: ''Proprio l'esistenza di
queste limitazioni rispetto ad automatiche forme di
beneficio, ha indotto altri a dire, in totale contraddizione
con chi ha paventato effetti di incondizionata liberazione di
miriadi di pericolosi delinquenti, che il decreto sarebbe
inutile, a fronte della ampiezza e della profondita' dei
problemi carcerari''.
Anche questa affermazione, ha detto ancora la ministra,
''richiede alcune precisazioni: il fenomeno delle porte
girevoli ha coinvolto circa 21.000 persone nel 2010 e piu' di
17.000 nel 2011. Evitare questo rilevante numero di entrate
ed uscite da un lato allevia il lavoro del personale nelle
impegnative fasi dell'accoglienza, dall'altro alleggerisce il
totale delle presenza in carcere, portandolo a numeri quasi
fisiologici, da un altro lato ancora evita il trauma delle
pratiche di identificazione e perquisizione e inserimento
carcerario per persone destinate, nella grandissima parte dei
casi, ad essere rilasciate nel giro di pochissimi giorni''.
''Nessuno si illude che questo strumento possa da solo
risolvere il problema del sovraffollamento carcerario; ma e'
noto -ha fatto osservare- che il governo ha varato un disegno
di legge in materia di depenalizzazione, di messa alla prova,
di reclusione domiciliare che, insieme alle iniziative
parlamentari in materia di irrilevanza del fatto, dovrebbero
produrre un significativo effetto di deflazione. Inoltre il
governo intende attivare convenzioni bilaterali per il
rientro di detenuti stranieri nei paesi di origine e intese
con le comunita' di recupero per tossicodipendenti idonee ad
incidere sulla componente maggioritaria della popolazione
carceraria. E' dall'insieme di tali misure che potra'
derivare un effetto stabile di alleggerimento del
sovraffollamento carcerario''.
''C'e' da dire che, da quando e' entrato in vigore il
d.l., che io voglio chiamare 'salva-carceri', adesso in
conversione, si e' registrata una flessione del fenomeno
delle 'porte girevoli' pari al 21,57% (a dicembre 2011 il
fenomeno ha riguardato, infatti, 1.175 soggetti e a gennaio
804, sempre con un periodo di riferimento dei 3 giorni).
Questo decremento potrebbe essere dovuto ad un maggiore uso
delle misure diverse dal carcere. Una conferma di tale dato
potra' arrivare dall'esame dei flussi nei prossimi mesi oltre
che dalla disponibilita' delle informazioni relative agli
arresti eseguiti dalla polizia giudiziaria''.
''A cio' si aggiunga -ha spiegato ancora la Severino- la
perdurante attenzione del Governo al piano di edilizia
carceraria che portera' a edificare, nonostante i rilevanti
tagli sui finanziamenti pari a 228 milioni di Euro, 11.573
nuovi posti detentivi. Si tratta di 2.423 posti in piu'
rispetto ai 9.150 previsti dal precedente Piano-carceri, per
il quale erano stati stanziati 675 milioni di Euro, contro
gli attuali 446,8. La completa attuazione del piano, cosi'
come ridefinito, comportera' la realizzazione di 17 nuovi
padiglioni in carceri esistenti e di 4 nuovi istituti
penitenziari, oltre all'istituto di Bolzano, che sara'
finanziato con risorse proprie della Provincia di Bolzano''.
''Accanto al piano di edilizia, occorrera' prestare la
massima attenzione -ha concluso la ministra- alla
manutenzione delle carceri che, come i recenti episodi legati
all'emergenza gelo dimostrano, sono assolutamente urgenti. Ad
essi si provvedera' con lo stanziamento di 57 milioni di euro
destinati dal CdM proprio a tale scopo Si tratta dunque di un
mosaico di interventi in cui ogni tassello e' fondamentale
per la tenuta dell'intero disegno''.


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