Roma, 22 Feb. (Adnkronos/Cinematografo.it) - L'incesto c'e', ma poco importa. Drammaturgicamente (''Il romanzo e' piu' sulla tentazione, che l'incesto'', conferma Laura Paolucci), e pure per la censura: prima ha dato il divieto ai minori di anni 14, poi ha fatto dietrofront. E cosi' 'Gli Sfiorati', diretto da Matteo Rovere, scritto dal regista con Laura Paolucci e Francesco Piccolo e tratto dal romanzo omonimo di Sandro Veronesi, arriva per tutti in sala il 2 marzo in 80 copie con Fandango.
Protagonisti, Me'te (Andrea Bosca) e Belinda (Miriam Giovanelli): un padre (Massimo Popolizio) in comune, lui grafologo, lei inafferrabile, sullo sfondo di una Roma preda di sensazioni e sorprese, con amici in movimento (il grafologo Claudio Santamaria, l'agente immobiliare Michele Riondino), pierre in agguato (Asia Argento) e gli Sfiorati per categoria dello spirito.
''Piu' che rispettare l'intreccio, ho salvaguardato il cuore pulsante del romanzo, lo spirito, ovvero al contaminazione di leggero e denso affidata all'amore impossibile di Me'te e Belinda. Ironia e leggerezza sul confine, perche' il tema e' importante'', dice Rovere, mentre Piccolo sottolinea la sfida di ''adattare un racconto di fine anni '80 all'oggi: puo' esistere quel tipo di giovinezza? Per Caos calmo (sempre tratto da Veronesi, NdR9, siamo rimasti attaccati al libro, qui ci siamo scoperti molto liberi''.


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