Il weekend elettorale ha visto andare alle urne milioni di europei, dalla Francia alla Grecia, passando dall'Italia fino alla Germania. Un terremoto che ha scosso non solo i sistemi politici locali coinvolti, ma che rischia di essere un'onda lunga che può travolgere l'intera Europa. Perché a imporsi, ovunque, sono i movimenti antieuropei ed estremisti.
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Francia pronta allo scontro. François Hollande, il primo socialista a tornare all'Eliseo dopo 17 anni, ha fin dal momento della sua candidatura messo in chiaro che una sua vittoria avrebbe cambiato i rapporti con l'Europa e, in particolare, con la Germania. Europeista poco convinto, Hollande vuole affrontare la crisi che ha investito anche il Paese transalpino con una politica sociale in controtendenza con quel che avviene altrove. Età pensionabile abbassata a 60 anni, ma soprattutto la volontà, ferrea, di rivedere tutti i trattati europei. Insomma, l'asse franco-tedesco rischia di incrinarsi e le parole diplomatiche di Angela Merkel non nascondono i dubbi e le perplessità del colosso tedesco riguardo l'esito del risultato elettorale.
Grecia, tra comunismo e nazismo. Le elezioni greche hanno risentito, ovviamente, del fallimento del Paese ellenico e della politica di “lacrime e sangue” portata avanti negli ultimi mesi. I partiti di governo hanno subito una lezione pesantissima e a crescere – e a preoccupare – sono soprattutto gli estremismi. Di destra e di sinistra. Se, infatti, in una tornata elettorale dove l'astensionismo ha toccato il 40% crollano sia Nuova Democrazia (centro destra) sia il Pasok (socialisti), a essere i vincitori sono il Syriza, partito di estrema sinistra, che ottiene il 16% dei voti, e Alba d'Oro, partito di estrema destra, popolare nelle periferie e che si rifà al neonazismo, che per la prima volta entra in Parlamento. Insomma, i greci guardano ai movimenti più estremi in un momento in cui la politica ha perso credibilità, come dimostra anche l'alta astensione.
Italia, vince l'astensionismo - Segui la diretta delle elezioni amministrative. Infine, tornata elettorale amministrativa anche in Italia. Da Verona a Palermo, da Genova a Parma i primi dati, anche se non definitivi, mostrano due risultati chiari in ottica nazionale. Il primo è il netto successo del partito dell'astensionismo, con i votanti in calo vorticoso rispetto alle ultime elezioni. Ieri sera c'era un 6% in meno, dato confermato nella giornata di oggi, con l'affluenza che si attesta al 67%. La seconda notizia, invece, è quella che l'ondata dell'antipolitica si è abbattuta sul sistema italiano e in particolare sul Pdl, letteralmente crollato. Il Movimento 5 Stelle, infatti, sembra secondo le prime proiezioni aver ottenuto risultati importanti sia a Genova sia a Parma. In entrambe le città i candidati grillini andrebbero al ballottaggio, superando il candidato del Centrodestra, anche se nel capoluogo ligure è testa a testa con il candidato del Terzo Polo. Un risultato che smentisce gli ultimi sondaggi, che vedevano una debacle di M5S e che deve, dunque, venir confermato dai dati ufficiali.
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