(ASCA)- Roma, 14 mag - C'e' un primo, piccolo, intoppo sulla
via della riforma dei rimborsi ai partiti e delle norme sul
loro controllo. La discussione in Aula alla Camera, in
calendario per oggi, dovra' subire un rallentamento perche'
il confronto era previsto andasse in parallelo con quello del
disegno di legge sulle banche, gia' approvato dal Senato. Il
governo, secondo indiscrezioni, dovrebbe chiedere il voto di
fiducia sul ddl, voto che dovrebbe svolgersi mercoledi' in
serata. ''Se le cose dovessero andare cosi' - dichiara
Roberto Giachetti, segretario d'Aula del Pd e membro della
commissione Affari costituzionali - i primi voti sulla
proposta di legge di riforma dei rimborsi si svolgerebbero
giovedi'. L'obettivo, a questo punto, sarebbe licenziare il
testo la prossima settimana in modo che quest'ultimo passi
presto al Senato''.
In previsione del confronto in Aula, si lavora soprattutto
su due punti del testo base della riforma che potrebbero
essere migliorati: quello riguardante le detrazioni fiscali
per chi versa sottoscrizioni ai partiti e quello che
stabilisce come si puo' accedere ai fondi che restano
dimezzati (91 milioni rispetto ai precedenti 182). Sulle
detrazioni, la proposta che trova maggiore consenso e' di
stabilirne il tetto al 19% come avviene per le sottoscrizioni
versate alle onlus. Sull'altra questione, si avrebbe
intenzione di rendere piu' flessibile la norma che prevede
l'accesso ai fondi per i partiti che hanno almeno un
rappresentante nelle Camere o nel Parlamento europeo o in un
Consiglio regionale. Ritenendo quest'ultima norma
eccessivamente escludente per inuovi movimenti e partiti che
non dovessero riuscire a entrare nelle istituzioni, si
stabilirebbe comunque una forma di rimborso, seppure
ridimensionata.
Alla domanda su quanti emendamenti e' prevedibile che
vengano presentati in Aula, Gianclaudio Bressa, Pd, relatore
sul testo di riforma risponde: ''Mi sembra che tutti i punti
controversi abbiano trovato una soluzione positiva. Sul
controllo dei bilanci dei partiti, la nostra proposta di
costruire una commissione ad hoc molto qualificata ha
superato le perplessita' di chi all'inizio aveva proposto la
soluzione della Corte dei conti''. Solo Lega Nord e Idv
mantengono la propria contrarieta' alla riforma.

