ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Costa Concordia: tre mesi da naufragio, continuano operazioni pulizia

    (ASCA) - Isola del Giglio (Gr), 13 apr - Anche oggi sono

    proseguite le attivita' legate alla fase di 'caretaking',

    condotte dai tecnici delle societa' Smit Salvage e Neri, che

    prevede il recupero dal fondale dei materiali e degli oggetti

    usciti dalla nave Costa Concordia.

    Le cattive condizioni meteo-marine, riferisce la struttura

    commissariale, non hanno consentito la quotidiana verifica

    del posizionamento delle panne antinquinamento e di quelle

    assorbenti, mentre il personale subacqueo della Capitaneria

    di Porto e della Polizia di Stato ha monitorato i marker

    posizionati a poppa e a prua dello scafo, utili a registrare

    i movimenti della nave. E' proseguita, inoltre, l'ordinaria

    attivita' di vigilanza e assistenza in mare, condotta dalle

    unita' navali dalle forze dell'ordine nello specchio d'acqua

    circostante la Costa Concordia Non risultano anomalie da

    segnalare ne' nei movimenti della nave monitorati dagli

    esperti del Dipartimento di Scienze della Terra

    dell'Universita' di Firenze, ne' nei rilevamenti ambientali

    assicurati da Ispra e Arpat.

    Oggi, tra l'altro, ricorrono tre mesi dall'incidente della

    Concordia, che nella notte del 13 gennaio scorso, con a bordo

    4.229 persone, e' naufragata a largo dell'Isola del Giglio. A

    oggi le vittime recuperate sono state 30 e due corpi ancora

    mancano all'appello.

    Dopo l'incidente, il 20 gennaio, e' stato nominato il

    commissario delegato Franco Gabrielli e i tecnici della Smit

    Salvage-Neri hanno estratto 2.042,5 metri cubi di idrocarburi

    e 240 metri cubi di acque nere dai serbatoi della nave. Lungo

    tutto il perimetro della nave sono state collocate delle

    panne assorbenti, quotidianamente controllate per verificarne

    il corretto posizionamento. La salute del mare e' inoltre

    costantemente monitorata grazie alle analisi di Ispra e

    Arpat.

    A causa della posizione in cui la nave si trova appoggiata

    sul fondale, e' stato necessario predisporre fin dai primi

    giorni dell'emergenza un sistema di monitoraggio, coordinato

    dal Dipartimento di Scienze della Terra dell'Universita' di

    Firenze costituito da radar e marker sottomarini, per tenere

    costantemente sotto controllo gli eventuali movimenti dello

    scafo.

    L'attivita' del Commissario delegato si e' concentrata anche

    nell'ambito dei piani di recupero del relitto, ora al vaglio

    dell'advisor indicato dalla societa' Costa Crociere, con lo

    scopo, si legge nella nota, ''di ridurre al minimo l'impatto

    ambientale e l'intralcio alle normali attivita'

    socio-economiche dei gigliesi''.