ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Crisi: E.Letta, stop a litigi Roma-Madrid. Servono soluzioni condivise

    (ASCA) - Roma, 16 apr - ''Lo spread fa litigare Spagna e

    Italia. E porta in tensione le relazioni tra due paesi che

    invece possono, insieme, dare un contributo determinante per

    l'uscita dell'Eurozona dalla crisi dei debiti sovrani''. Lo

    scrive il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, in una lettera

    scritta a quattro mani con Narcis Serra, pubblicata sul

    quotidiano ''La Repubblica' questa mattina.

    ''L'ultima cosa che oggi i due grandi paesi mediterranei

    devono fare e' dividersi - continua la lettera - per questo

    scivolare nel balletto delle accuse reciproche e del rimpallo

    delle responsabilita' non fa altro che rafforzare gli

    argomenti di quanti prematuramente gridano al fallimento

    dell'Euro e fanno leva sulle tentazioni intergovernative per

    congelare, o far abortire, il processo di integrazione

    comunitaria''.

    ''Al contrario - continuano - tanto per Madrid quanto per

    Roma, come hanno congiuntamente ribadito Monti e Rajoy per

    chiudere le polemiche di questi giorni, lavorare a soluzioni

    condivise per il rafforzamento dell'Europa e la sua

    stabilita' macroeconomica costituisce, oggi piu' che mai, un

    motivo di interesse nazionale''.

    ''A Berlino, e anche a Bruxelles - si legge nella lettera

    - e' esattamente questo il messaggio che dobbiamo

    trasmettere: non c'e' piu' spazio per le soluzioni dilatorie

    e i compromessi al ribasso. Occorre una Commissione investita

    di pieni poteri per rispondere alle sfide senza precedenti

    che le economie e le societa' degli Stati membri hanno

    dinanzi.

    Occorre un nuovo modello di sovranita' in grado di dare a

    scelte cosi' incisive sulla vita dei popoli europei

    legittimazione democratica e autorevolezza nella comunita'

    internazionale''.

    ''Dopo l'unificazione monetaria degli anni Novanta -

    conclude la lettera - e quella di bilancio degli ultimi mesi

    ora e' il tempo dell'unita' politica. Non raggiungere questo

    traguardo significherebbe sacrificare il piu' ambizioso

    progetto del Novecento sull'altare degli egoismi nazionali,

    del caos, della crisi. Con conseguenze imprevedibili per la

    generazione attuale e per quelle a venire''.