Torino, 30 nov. (Adnkronos/Labitalia) - Un fondo di reindustrializzazione affinché le aziende piemontesi possano concentrare le attivita' in settori piu' performanti e la concessione di agevolazioni per gli investimenti realizzati da imprese che intendano acquisire realta' in crisi, a rischio chiusura o gia' chiuse. In totale ci sono 12 milioni di euro gia' disponibili, che verranno successivamente implementati fino a 30 milioni, per garantire un'efficacia ancora maggiore delle misure e con prospettive piu' durature.
Sono due i provvedimenti, previsti dal Programma pluriennale per la attivita' produttive 2011-2015 (sulla base della legge 34/2004), che sono stati approvati dalla giunta regionale del Piemonte e che nascono dal lavoro sinergico degli assessorati allo Sviluppo Economico e al Lavoro. Secondo gli assessori, Massimo Giordano e Claudia Porchietto, e' fondamentale coniugare gli obiettivi della reindustrializzazione con quelli della riqualificazione e ricollocazione professionale, riuscendo a utilizzare al meglio, in modo coordinato, i fondi europei.
"E' ormai indispensabile - commenta l'assessore allo Sviluppo Economico, Massimo Giordano - concentrare le risorse disponibili in contesti sempre piu' strategici, preferibilmente operanti in settori ad alto contenuto d'innovazione o nei servizi avanzati. Con il fondo di reindustrializzazione consentiamo alle imprese di specializzare al meglio il proprio portafoglio di attivita'. Una misura che va quindi in molteplici direzioni: sostegno alle aziende in difficolta', utilizzo di fondi per start up, riqualificazione industriale, stimolo all'innovazione".
Il fondo, che in questa fase iniziale ammonta a 5 milioni di euro, opera a regime di mercato. Le principali forme di utilizzo consistono nel raggiungimento di un accordo di ristrutturazione produttiva che evidenzi la sostenibilita' in termini produttivi e occupazionali del piano industriale dell'azienda (anche attraverso la sottoscrizione di accordi sindacali) e nell'impiego delle risorse del Fondo per acquisire tutto o parte lo stabilimento industriale. Si favoriscono in questo modo nuovi investimenti produttivi incentivati dalla liquidita' derivante dalla cessione. E' possibile inoltre rifunzionalizzare il sito dismesso con particolare riferimento ad aspetti ambientali, impiantistici e di sicurezza, sostenere l'insediamento nella fase di start up di attivita' economiche e produttive (preferibilmente a carattere innovativo o servizi avanzati) e realizzare programmi di trasformazione o ristrutturazione urbanistica necessari per l'eventuale valorizzazione delle aree dismesse.
L'altra misura si pone invece l'obiettivo di agevolare le imprese che intendano acquisire aziende in crisi conclamata e unita' produttive (stabilimenti produttivi e centri di ricerca) a rischio di definitiva chiusura o gia' chiusi. Sette milioni di euro a disposizione per le imprese che presenteranno richiesta di contributo, ma con un'importante condizione: l'agevolazione e' subordinata all'impegno dell'impresa beneficiaria a mantenere o ripristinare almeno il 40 % del livello occupazionale presente nell'azienda acquisita.


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