ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Def: Giampaolino, liberare risorse per ridurre il cuneo fiscale

    (ASCA) - Roma, 23 apr - Bisogna ''liberare per quanto

    possibile risorse per aumentare gli investimenti e ridurre in

    misura sostanziosa il cuneo fiscale''. Lo ha detto il

    presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, nel

    corso di una audizione nella sala Mappamondo alla Camera.

    Intervenendo sul Def, Giampaolino ha sottolineato che i

    percorsi di intervento riguardano la rimozione degli ostacoli

    per il rilancio degli investimenti pubblici e privati e delle

    infrastrutture, la riduzione e il miglioramento della

    qualita' della spesa primaria, la riduzione della spesa

    fiscale che grava sull'economia emersa, da finanziare -

    questa - con i maggiori proventi ottenuti dalla lotta

    all'evasione e all'elusione fiscale, e con l'ampliamento

    delle basi imponibili; inoltre Giampaolino ha sollecitato una

    diversa distribuzione del carico fiscale, sgravando lavoro e

    impresa, e incidendo maggiormente su consumi e patrimoni, e

    infine il ridimensionamento della spesa per interessi, e la

    riduzione del ricorso al mercato ''da ottenersi con un

    abbattimento significativo - ha detto - dello stock del

    debito, grazie alla dismissione di quote importanti del

    patrimonio mobiliare e immobiliare pubblico''.

    Il presidente della Corte dei conti ha affermato che c'e'

    ''il pericolo di un corto circuito rigore-crescita'' che - ha

    detto - ''non e' dissipato nell'impianto del Def 2012-2015''

    e ha sottolineato che ''l'equilibrio dei conti e' affidato a

    interventi correttivi cumulativamente stimati in circa 50

    miliardi nel 2012, piu' di 75 miliardi nel 2013 e oltre 81

    miliardi nel 2014''.

    Tuttavia, ''prendendo a riferimento il 2013 'anno del

    pareggio', l'effetto recessivo indotto - ha osservato

    Giampaolino - dissolverebbe circa la meta' dei 75 miliardi di

    correzione netta attribuiti alla manovra di riequilibrio''.

    Inoltre, per quanto riguarda la pressione fiscale il

    presidente della Corte dei Conti ha sottolineato che salira'

    a oltre il 45%.