Il dato più drammatico è quello sui decessi: 40 soltanto fino a mercoledì. Non si tratta solo di senza tetto morti per il freddo, ma soprattutto persone colte da malore mentre andavano a fare la spesa, tentavano di liberare la propria auto dalla neve o scivolando per su lastre di ghiaccio. Terribile la sfortunata vicenda del quarantenne genovese caduto in una cava rompendosi una gamba e morto assiderato per il freddo.
Sos in rete. Molte le famiglie rimaste isolate. E c’è chi non è riuscito a telefonare ad amici e parenti, a farsi aiutare dalle forze dell’ordine o dalla protezione civile, ma ha potuto soltanto lanciare un Sos su Internet. Per molte persone Twitter e Facebook sono stati l’unico mezzo di comunicazione e sono state postate decine di informazioni nella provincia di Frosinone, una delle zone del centro sud maggiormente colpite dal maltempo. Da Ferentino, Alatri, Veroli, TorreCajetani o Ceccano e altri piccoli o grandi comuni arriva il disagio descritto sui blog e anche un appello: «Frosinone: Zona Via Cerceto, dimenticati da tutti…aspettano di essere soccorsi».
Prigionieri in casa... Chiunque non abbia necessità di uscire in questi giorni preferisce restare a casa, al caldo. Ma c’è chi nella propria abitazione è rimasto imprigionato, senza acqua né riscaldamento. A Balsorano una famiglia è stata costretta a cenare a lume di candela per tre giorni per mancanza di corrente elettrica. Oltre al freddo, nel paese della Marsica sono caduti un metro e 60 centimetri di neve, in alcune frazioni del comune. In molti hanno deciso di infilarsi sotto le coperte al tramonto, per cercare di contrastare il freddo dovuto ai riscaldamenti non funzionanti e all’impossibilità di chiamare con i telefoni per chiedere aiuto, così come i cellulari hanno smesso presto di essere utilizzabili: sono saltate le linee Wind e Tim e anche per chi aveva Vodafone è stato impossibile ricaricare le batterie. Nei piccoli comuni problemi anche per le scorte alimentari: in alcune zone montane dell’Abruzzo hanno rischiato di finire anche medicinali e latte in polvere fino a quando i mezzi cingolati non sono riusciti a ripulire le strade.
…e nelle stalle. Tante storie drammatiche anche per gli animali, rimasti bloccati nelle stalle senza cibo né acqua. Un danno per gli allevatori, una tortura per il bestiame. A Sassofeltrio, nelle Marche, è crollato il tetto di una stalla e quaranta mucche sono state portate in ricoveri di fortuna, ma a causa di tre metri e mezzo di neve, mancano acqua e cibo per gli animali. Stesso problema nelle zone interne del pescarese, dove le condutture sono gelate e i mezzi non riescono a muoversi per il maltempo. Tante storie simili anche in Emilia Romagna: solo nella Valmarecchia si contano decine di capannoni crollati e centinaia di capi coinvolti. La Coldiretti denuncia che centinaia di animali tra mucche, pecore, cavalli, conigli e polli sono già morti, feriti o dispersi a causa del freddo e della neve che ha provocato crolli di stalle e capannoni, ma almeno un milione rischiano di rimanere senza acqua e cibo per le difficoltà di garantire l’approvvigionamento dei mangimi sulle strade e per i danni provocati dal gelo alle condutture che portano l’acqua agli abbeveratoi. Problemi per i cani a San Marino dove circa 60 animali non sono raggiungibili e i volontari sono preoccupati per le coperture incurvate a rischio crollo e i volontari sono disposti a pagare qualcuno che liberi la strada dalla neve per poter soccorre gli animali.
Il record. Tantissimi gli interventi dei vigili del fuoco, ma forse il record lo hanno battuto quelli di Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila, chiamati a rimuovere una stalattite gigante: 50 chili di ghiaccio che si era formato al bordo di un tetto.
Avevamo raccontato storie dall'Italia congelata anche settimana scorsa: ecco l'appuntamento precedente con le 'Storie di gelo'
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