(ASCA) - Roma, 20 feb - Il progetto Genoma ''concise con uno
dei migliori periodi della ricerca genetica italiana con la
scoperta di vari geni responsabili di malattie genetiche
quali la distrofia di Emery-Dreifuss e di numerose
immunodeficienze, e con altri contributi importanti allo
studio del cromosoma X e alla tecnologia di mappaggio
genomico. Oggi, dopo quasi vent'anni di ricerche coronate da
risultati d'eccellenza, possiamo sequenziare con un solo
strumento miliardi di nucleotidi al giorno e l'analisi di
interi genomi umani sta per diventare un metodo di analisi di
singoli individui, a un costo che presto sara' paragonabile a
quello di una Tac un decennio fa. Non e' prematuro chiedersi
tra quanto tempo il sequenziamento dell'intero genoma verra'
inserito nel prontuario del Sistema sanitario nazionale alla
pari dell'emocromo e dei dosaggi ormonali''. Lo evidenzia
Paolo Vezzoni dell'Istituto di tecnologie biomediche avanzate
(Itba) del Cnr, ricordando il progetto Genoma umano concluso
ufficialmente nel 2000 e sollecitato da Renato Dulbecco,
premio Nobel scomaprso oggi.
''Apparve subito chiaro ad alcuni - prosegue Vezzoni - e
tra questi anche all'allora presidente del Cnr, Luigi Rossi
Bernardi, che il Progetto Genoma, sollecitato da Renato
Dulbecco con il primo editoriale scritto su questo argomento
pubblicato sulla rivista 'Science', avrebbe avuto un grande
futuro''.
Una lunga storia iniziata nel 1987 quando Luigi Rossi
Bernardi chiamo' in Italia dalla California Dulbecco per
affidargli un Progetto Strategico per il mappaggio e il
sequenziamento del Genoma umano. Il Nobel accetto' e diresse
il progetto fino alla sua scadenza nel 1995.


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