Scopri Yahoo! con i tuoi amici

Esplora notizie, video e molto altro in base a ciò che i tuoi amici leggono e guardano. Pubblica la tua attività e conserva il pieno controllo.

Per cominciare, prima

ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Il martedì grasso di Santorum

    Rinasce Rick Santorum e riapre i giochi per la nomination repubblicana nella corsa alla Casa Bianca. Nelle tre elezioni tenutesi questa notte, infatti, il vincitore dell'Iowa indovina la tripletta vincente e conquista Minnesota, Missouri e Colorado.

    Vai al nostro speciale Elezioni Usa 2012 »

    Debacle Romney.
    Quando la corsa di Mitt Romney verso il duello con Barack Obama sembrava ormai spianata, arriva una battuta d'arresto gravissima. Non solo, infatti, l'ex governatore del Massachusetts ha perso in tutti e tre gli Stati coinvolti, ma soprattutto nel Minnesota è arrivato solo terzo, dietro anche a un sempre più redivivo Ron Paul, conquistando un misero 17% dei voti. Uno stop che mette nuovamente in dubbio la capacità di Romney di conquistare l'elettorato più conservatore e religioso d'America, un elettorato che guarda con maggior interesse al giovane Santorum.

    Scommessa vinta. Per Rick Santorum questi tre successi sono fondamentali soprattutto da un punto di vista strategico. Il candidato ultraconservatore, infatti, aveva praticamente rinunciato a contrastare Romney e Newt Gingrich in Florida e Nevada e aveva puntato tutto su questo martedì. Con molti meno soldi a disposizione, infatti, Santorum, Gingrich e Paul devono compiere delle scelte preventive, investendo economicamente su certi Stati, mentre Mitt Romney ha la possibilità di giocarsi le sue carte ovunque. Proprio per questo la vittoria in Minnesota, Missouri e Colorado ha un peso specifico ancora maggiore per Santorum.

    Pericolo Sud.
    La sconfitta peggiore per Romney è giunta in Colorado, dove i sondaggi e i pronostici lo davano sicuro vincitore. Ma il vero dato politico emerso da queste elezioni è che l'ex governatore del Massachusetts fatica a imporsi anche in Stati più moderati e meno tradizionalisti. E questo potrebbe pesare tantissimo nel prosieguo della campagna elettorale, quando – soprattutto nel “supermartedì” del 6 marzo – a votare saranno gli Stati del Sud, quelli più vicini alle posizioni conservatrici di Santorum, ma anche di Gingrich e Paul. Insomma, il favorito d'obbligo ora dovrà faticare per arrivare al traguardo finale.

    Obama sorride. Un Partito Repubblicano diviso e candidati ultraconservatori e tradizionalisti forti fanno, alla fine, il gioco dell'attuale inquilino della Casa Bianca. Il quale, se le primarie della destra continueranno ad andare avanti così, nella peggiore delle ipotesi sfiderà un Mitt Romney indebolito ed esausto dalla difficile campagna elettorale interna, mentre nella migliore delle ipotesi sfiderà un candidato forse troppo tradizionalista, offrendo a Obama la possibilità di raccogliere i voti dei moderati.

     

    Al momento non sono disponibili commenti

    Ricerca