E' una tappa interlocutoria quella del Maine, con gli occhi già rivolti al 6 marzo, quando saranno ben 10 Stati a votare, ma intanto Mitt Romney torna al successo.
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Exploit Paul. Continua l'altalena dei risultati nelle primarie repubblicane verso la corsa alla presidenza americana. L'equilibrio che sta caratterizzando queste tornate elettorali si riconferma anche nel Maine, dove il favorito Mitt Romney vince senza convincere, mentre la vera sorpresa è il redivivo Ron Paul che ultimamente ha visto le sue quotazioni rialzarsi decisamente. L'ex governatore del Massachusetts, infatti, ha vinto ieri conquistando il 39% dei voti. Vittoria importante, ma non netta come probabilmente lo staff di Romney si aspettava. Una vittoria di misura, visto che il sorprendente Paul ha chiuso con il 36% dei voti, a un soffio dal favorito.
Debacle Santorum. Dopo il trionfo di pochi giorni prima, le elezioni nel Maine non premiano Rick Santorum, la cui ascesa sembrava per alcuni analisti certa. Il candidato italoamericano raccoglie solo il 18% dei voti, staccatissimo dal duo di testa e davanti solo a Newt Gingrich, il quale però in questa fase della campagna elettorale si è messo in disparte puntando tutte le sue chance – e tutti i suoi soldi – sul super-martedì di marzo, quando si voterà in 10 Stati.
Santorum aveva vinto le ultime due tornate elettorali, in quello che avevamo chiamato il suo martedì grasso. Ecco cos'era successo in Minnesota, Missouri e Colorado.
Maine moderato. Santorum e Gingrich aspettano con ansia il prossimo appuntamento elettorale, dove si voterà in molti Stati del Sud, cioè quella parte dell'America dove la destra più radicale e tradizionalista è più forte. Il piccolo Maine, invece, ha premiato le posizioni più moderate, con il liberale Paul che ha fatto breccia facendo vincere più le idee economiche e fiscali, piuttosto che quelle religiose che puntano alla pancia degli elettori e su cui fanno affidamento l'ex speaker repubblicano e il candidato italoamericano. E sarà questa la sfida decisiva: conteranno di più gli slogan sui valori o quelli sull'economia? Sarà questo a decidere chi sfiderà Barack Obama a novembre. Fino a poche settimane fa apparivano più forti i valori, quelli più facili da spiegare al popolo e più semplici da assimilare. Ma la crisi ha colpito duro l'America e, forse, parlare al portafogli più che al cuore dei repubblicani è la mossa vincente.
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