Mosca (Russia), 6 dic. (LaPresse/AP) - Nell'Occidente era noto soprattutto per aver promesso di "seppellire" il mondo capitalista, ma il leader sovietico Nikita Kruscev è ricordato dai russi anche per aver messo al bando le opere d'arte non conformi al concetto del realismo socialista. Quando vide le opere esposte all'esposizione 'Nuova realtà' nel 1962 a Mosca, Kruscev si arrabbiò così tanto che iniziò a gridare bestemmie agli artisti, minacciando di espellerli dall'Unione sovietica e ordinando la chiusura della mostra. Cinquant'anni dopo le stesse tele sono state esposte nella stessa galleria Manezh, mentre alcuni critici hanno paragonato il divieto imposto da Kruscev alla condanna inflitta alle componenti della band punk Pussy Riot e alle accuse formulate nei confronti di alcuni artisti le cui opere hanno suscitato la rabbia del Cremlino e della Chiesa ortodossa.
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