(ASCA-AFP) - Londra, 10 apr - Saranno i team di Formula 1 a
decidere se disputare o meno il Gran Premio del Bahrain,
previsto per il prossimo 22 aprile, dopo le violenze che
negli ultimi tempi hanno colpito il paese del Golfo. Bernie
Ecclestone ha ammesso oggi di non poter obbligare le squadre
a correre, dopo che ieri una bomba ha ferito sette agenti di
polizia nell'ultimo di una serie di episodi di violenza
nell'emirato.
''Non possiamo in nessun modo forzare la gente ad andare
li', anche se non andare sarebbe una violazione degli
accordi'', ha detto il leader della Formula 1. ''Se la gente
in Bahrain e' felice di ospitare questo evento, noi non siamo
coinvolti nella politica, ne' su chi abbia ragione o torto.
Quando si va in un paese straniero bisogna rispettare
esattamente le leggi di quel paese. Solo l'autorita' sportiva
nazionale potrebbe dire di non voler disputare la gara''.
L'attentato di ieri e' avvenuto nel villaggio sciita di
Akr, a sud della capitale Manama. Il principale gruppo di
opposizione sciita, Al-Wefaq, ha reso noto che il villaggio
e' stato circondato dalle forze di sicurezza che hanno
imposto ''punizioni collettive''.
Nelle ultime settimane sono aumentare le tensioni fra le
autorita' e l'opposizione, dopo che un attivista sciita,
Abdulhadi al-Khawaja, e' stato condannato al carcere a vita
con l'accusa di aver progettato un colpo di stato per
rovesciare la monarchia sunnita che governa il paese.
Gli sciiti hanno lanciato una campagna per chiedere che il
Gran Premio sia cancellato. Un gruppo di giovani, chiamato
''Rivoluzione del 14 febbraio'', ha lanciato una campagna su
Twitter per tre giorni di manifestazioni di protesta dal 20
al 22 aprile, data in cui si dovrebbe svolgere la gara.

