- Pechino (TMNews) - Xia Shuqin è una dei sopravvissuti al massacro di Nanchino. Aveva 8 anni quando i soldati giapponesi nel dicembre del 1937 hanno stuprato e ucciso sette membri della sua famiglia. ... allarga Pechino (TMNews) - Xia Shuqin è una dei sopravvissuti al massacro di Nanchino. Aveva 8 anni quando i soldati giapponesi nel dicembre del 1937 hanno stuprato e ucciso sette membri della sua famiglia. Ferita a colpi di baionetta e lasciata per morta, non riesce a dimenticare uno degli episodi più drammatici della storia delle relazioni sino-giapponesi. La Cina accusa Tokyo di avere massacrato non meno di 300mila persone in meno di 6 settimane, cifre contestate dai giapponesi e anche da alcuni dissidenti cinesi che accusano Pechino di strumentalizzare quelle terribili vicende per ravvivare sentimenti anti giapponesi. In vista soprattutto della disputa territoriale a proposito di alcune isole contese che ha già provocato alcune manifestazione xenofobe in Cina A Nanchino un museo testimonia quegli orrori antichi, orrori che restano incisi nella carne e "Come osano sostenere che quei massacri non si sono verificati - ha detto la donna - quando porto ancora le cicatrici delle baionette?". Settantacinque anni dopo, quei ricordi dolorosi e tragici continuano a ossessionare i sopravvissuti. È il peso della Storia e delle storie che avvelenano ancora le relazioni tra due colossi dell'economia asiatica. (Immagini Afp) riduci 
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