(ASCA) - Roma, 16 feb - ''I buoni propositi non sono
sufficienti, occorre che il Governo inizi un'azione di
contrasto reale ai giochi d'azzardo, a partire dalla
regolamentazione della pubblicita''': lo dichiarano i
parlamentari del Partito Democratico Luigi Bobba
(vicepresidente della Commissione Lavoro) e Elisabetta Rampi
durante la discussione in aula alla Camera dell'interpellanza
urgente sulle 'ludopatie', replicando al sottosegretario al
Ministero dell'Economia e delle Finanze Gianfranco Polillo.
''Ogni giorno giovani e famiglie assistono al dilagare
della pubblicita', nello specifico quella televisiva dei
cosiddetti ''casino' virtuali', che desta particolare
preoccupazione -affermano i due parlamentari- perche' illude
che con un ''click' si possa cambiare la propria vita e
spesso concorre a creare forme di dipendenza da ludopatia. La
Corte Costituzionale in una recente sentenza ha chiarito che
dettare limiti all'esercizio dell'attivita' di gioco basati
sulla distanza sui luoghi cosiddetti sensibili, al fine di
tutelare soggetti ritenuti maggiormente vulnerabili, e'
un'azione che prescinde dalla competenza statale dell'ordine
pubblico, e rientra in un interesse pubblico primario di
gestione anche locale''.
''La Corte quindi -aggiungono- riconosce intrinsecamente
la pericolosita' di taluni giochi, eppure Comuni come
Santhia', in provincia di Vercelli, non si vedono
riconosciuti dal Tar la possibilita' di impedire che sale da
gioco vengano situate vicino a oratori, centri di
aggregazione o ricreativi. Serve, quindi, un'azione concreta
da parte del Governo e del Parlamento che regoli severamente
- attraverso un decreto urgente - la pubblicita', peraltro
oggi ingannevole, sui giochi d'azzardo, cosi' come e' stato
fatto per il tabacco, dando la possibilita' agli enti locali
di monitorare il territorio, proteggendo soprattutto i piu'
giovani''.
''Infine, -concludono Bobba e Rampi- si deve dare seguito
alle numerose proposte di legge depositate per regolamentare
il gioco d'azzardo, tra cui quella della Regione Piemonte,
assegnata da piu' di un anno in commissione attivita'
produttive alla Camera, ma senza che sia mai cominciato
l'esame''.


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