(ASCA) - Strasburgo, 2 mag - ''Niente inciucio tra media e
governi. Relazioni troppo strette e poco trasparenti tra
l'autorita' politica e i giornalisti sono un pericolo per la
societa' pluralista. Il rispetto della liberta' di stampa
dipende tanto dai governi che dai giornalisti''. Lo ha
dichiarato oggi a Strasburgo, alla vigilia della Giornata
mondiale della Liberta' di Stampa il Segretario Generale del
Consiglio d'Europa.
''La liberta' di espressione e' un diritto fondamentale
sancito dalla Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo e
tutelato da tutti gli organismi del Consiglio d'Europa - ha
detto Thorbjorn Jagland - La liberta' di stampa e', infatti
essenziale alla vita democratica. Chi e' eletto dal popolo
deve assicurare ai giornalisti di poter lavorare liberamente
e senza alcun timore di un controllo statale. Il Consiglio
d'Europa promuove la liberta' di stampa fornendo ai governi
suggerimenti legislativi che tutelino l'indipendenza dei
media. E, quando ce n'e' bisogno, grazie a programmi di
cooperazione specifici, aiutiamo gli stati a rispettare il
loro impegno democratico''.
Thorbjorn Jagland insiste nel definire molto gravi per il
pluralismo democratico le conseguenze di un dialogo troppo
stretto e mantenuto segreto tra media e governi per ottenere
reciproci vantaggi. Come pure l'intromissione nella vita
privata delle persone, diritto ugualmente garantito dalla
Convenzione, attraverso mezzi illeciti, quali le
intercettazioni telefoniche. Il Segretario Generale ricorda,
infine, che gli elementi raccolti dall'inchiesta condotta dal
giudice Brian Henry Leveson sulla deontologia dei giornali
nel Regno Unito indicano molto chiaramente che il rispetto
della liberta' di stampa dipende, appunto, anche dai
giornalisti oltre che dai governi.
''E i cittadini europei hanno diritto di godere di tale
liberta''', conclude Jagland, segnalando l'importanza della
celebrazione.

