(ASCA) - Roma, 1 mar - ''Silvio Berlusconi getta sulla
vicenda politica lo sguardo lungo proprio di uno statista. Il
via libera al governo Monti e la possibilita', dopo il 2013,
di trasformare in politica l'attuale coalizione di
maggioranza, non sono fulmini a ciel sereno. C'e' una
condizione preliminare perche' queste ipotesi diventino
realta': la stessa coalizione deve metter mano in Parlamento
a progetti di riforma delle istituzioni e della legge
elettorale senza i quali, esaurito il mandato di Monti,la
democrazia italiana tornerebbe a essere claudicante e
asfittica''.
Lo afferma Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del
Pdl, che aggiunge: ''Non sono l'esegeta del pensiero di
Berlusconi, ma condivido fino in fondo lo spirito delle sue
argomentazioni. La terapia piu' robusta e indispensabile per
costruire la svolta che gli italiani attendono da decenni e'
in una modernizzazione radicale e netta dell'architettura
statale: si tratta di stabilire chi comanda e sulla base di
quali procedure. Sono i due requisiti che Norberto Bobbio
riteneva indispensabili per valutare la qualita' di un
sistema democratico. Bobbio lo scriveva oltre 25 anni fa.
Oggi siamo ancora fermi a quelle domande: chi comanda? E
sulla base di quali procedure?''.


