(ASCA) - Roma, 18 mag - Si complica la vicenda dei due maro'
italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, detenuti in
India e coinvolti nell'uccisione di due pescatori indiani. La
polizia speciale del Kerala (SIT) ha presentato oggi nel
tribunale di Kollam i capi di accusa in base a quattro
articoli del codice penale: omicidio, tentato omicidio, danni
e associazione a delinquere.
La notizia giunge all'indomani del trasferimento disposto
dalle autorita' locali dei due militari italiani dal carcere
di Trivandrum ad un'altra struttura della citta', la Borstal
School di Kochi, indicata dalla delegazione italiana come
possibile alternativa alla prigione. Il trasferimento, ha
tuttavia precisato la Farnesina, avverra' non prima di venti
giorni.
Nell'elenco delle accuse vi sarebbe anche l'esatta
localizzazione del luogo dell'incidente, stabilita
all'interno delle 22 miglia dalla costa e quindi nella fascia
contigua che consente a uno Stato diritto di controllo sulle
navi in transito.
La presentazione dei capi di accusa e' arrivata in
extremis, visto che domani si sarebbe concluso il periodo di
90 giorni previsto dalla legge indiana per la carcerazione
preventiva, dopo il quale sarebbe scattata la possibile
liberta' dietro cauzione per i due militari.
La notizia ha provocato la reazione del governo italiano,
che ha richiamato l'ambasciatore a New Delhi Giacomo
Sanfelice ''per consultazioni''.
L'incidente e' avvenuto lo scorso 15 febbraio al largo
della costa del Kerala e i due maro' erano a bordo della
petroliera italiana Enrica Lexie come guardie di sicurezza,
quando avrebbero sparato scambiando un peschereccio indiano
per un'imbarcazione pirata. Il 25 aprile scorso, i familiari
delle due vittime (Jelestein, 45 anni, e Ajesh Binki, 25
anni) hanno raggiunto un accordo economico extragiudiziario
con il governo italiano, che prevede il risarcimento di 10
milioni di rupie (circa 145mila euro) a testa, in cambio del
ritiro dalle cause civili in cui figuravano come parte lesa.

