(ASCA) - Roma, 22 feb - ''Non c'e' tregua per le tasche
degli italiani. Il carrello della spesa delle famiglie resta
costosissimo a gennaio, aumentando del 4,2 per cento su base
annua e mantenendosi piu' alto rispetto al tasso d'inflazione
complessivo (+3,2 per cento). La colpa e' degli ennesimi
rincari dei carburanti, che 'avvelenano' anche i listini
alimentari, soprattutto quelli dei prodotti lavorati''. Lo
afferma la Cia, Confederazione italiana agricoltori,
commentando i dati diffusi oggi dall'Istat.
''I prezzi al dettaglio dei beni alimentari continuano a
risentire dell'impennata del gasolio per l'autotrasporto, che
a gennaio cresce del 25,2 per cento tendenziale - evidenzia
la Cia -. Purtroppo il risultato di questa ''dipendenza''
quasi totale dal trasporto su gomma per la distribuzione dei
prodotti dal campo alla tavola e' un nuovo rialzo dei listini
sugli scaffali del supermercato: lo zucchero schizza su al
+15,9 per cento, il caffe' a +16,5 per cento, il pesce a +3,6
per cento. Aumentano anche pane e pasta, rispettivamente +2,9
per cento e +2,1 per cento, mentre scendono almeno i prezzi
di vegetali freschi (-8,7 per cento) e frutta fresca (-2 per
cento)''.
Ma questi incrementi dei prezzi, conclude la
Confederazione, ''si traducono in minori quantita' acquistate
e nel ricorso sempre piu' 'spinto' verso discount e
promozioni commerciali, che interessa ormai quasi il 40 per
cento dei nuclei familiari italiani''.


Al momento non sono disponibili commenti