(ASCA) - L'Aquila, 27 apr - ''Sulla vicenda relativa a
presunte responsabilita' della Regione Abruzzo in merito
all'evento, non previsto ne' prevedibile, del sisma che ha
colpito la citta' dell'Aquila, si e' fatta parecchia
confusione. L'errore fondamentale e' stato quello di non
comprendere o di aver fatto finta di non comprendere che
l'allerta o l'allarme che la Protezione civile ha il compito
di lanciare in casi del genere deve essere riconnesso ad una
catena di comando che comprende Prefetture e Sindaci e non
riguarda affatto la gestione delle conoscenze della
popolazione''. Lo ha chiarito stamane, nel corso di una
conferenza stampa nella quale ha affiancato il Presidente
della Regione e Commissario per la Ricostruzione, Gianni
Chiodi, l'assessore alla Protezione civile, Gianfranco
Giuliante. ''I protocolli a cui si fa riferimento - ha
spiegato l'Assessore - sono protocolli multirischio. Quindi
si riferiscono a problematiche che affrontano il rischio
idrogeologico, il rischio idraulico, quello derivante da
eventi di natura meteorologica, oltre al rischio sismico. E'
evidente, pero', che c'e' una differenza sostanziale tra il
rischio previsto e prevedibile come ad esempio quello
determinato dal maltempo verificatosi nei mesi scorsi
(circostanza per la quale il Centro funzionale ha allertato
tutta una serie di soggetti operativi che fanno parte del
sistema della Protezione civile al fine di garantire una
risposta organizzativa adeguata) ed il rischio non previsto
ne' prevedibile generato da un sisma laddove, non appena
viene a conoscenza di dati significativi, la Protezione
civile e' tenuta ad attivare le Prefetture per le competenze
provinciali ed i Sindaci per quelle comunali''.
''Tuttavia - ha rimarcato Giuliante - da nessuna parte, ne'
dalle leggi citate, ne' dai protocolli, emerge un nesso di
relazione tra la gestione dell'allarme e la comunicazione
alla popolazione''. L'Assessore ha puntualizzato che ''quando
si parla del sistema di comunicazione della Protezione
civile, ci si riferisce solo a meccanismi endogeni, cioe'
alla gestione delle frequenze, alla possibilita' di
collegarsi alle strutture ubicate sul territorio ma mai si fa
riferimento ad un obbligo di comunicazione verso l'esterno''.
Giuliante ha altresi' stigmatizzato ''l'utilizzo strumentale
di una ricostruzione falsata dei fatti al fine di incidere
sulle dinamiche della campagna elettorale in corso
all'Aquila''. ''Si e' persino detto - ha fatto notare - che
la citta' dell'Aquila e' stata declassata finendo in fascia
2, quando invece il capoluogo di regione non e' stato mai
declassato''. ''In ogni caso, le classificazioni sono un atto
di natura tecnica - ha concluso l'Assessore - che viene
sviluppato da strutture sovraordinate alla Regione e sulla
base delle quali vengono poi compiute le scelte sulla
tipologia di costruzione che puo' essere autorizzata''.

