(ASCA) - L'Aquila, 15 feb - Poche frasi e di circostanza
(''Ho ricevuto molti messaggi positivi'' e ''Rispondero' alle
domande che mi faranno'') quelle pronunciate dall'ex capo del
Dipartimento di Protezione civile, Guido Bertolaso, al suo
arrivo al tribunale dell'Aquila. Dovra' deporre, ora come
indagato, al processo a carico della Commissione Grandi
Rischi operativa nel 2009, organo consultivo della Presidenza
del Consiglio i cui membri sono accusati di omicidio colposo
plurimo per aver fornito rassicurazioni sul possibile
pericolo dello sciame sismico in atto nell'Aquilano da mesi.
Quella odierna e' la quattordicesima udienza, partecipata
e sofferta soprattutto dai familiari delle 309 vittime del
sisma del 6 aprile, del procedimento giudiziario alla Grandi
Rischi. Guido Bertolaso, inizialmente convocato come teste,
e' diventato indagato dopo aver ricevuto, dalla Procura
dell'Aquila, l'avviso di garanzia per omicidio colposo per un
reato connesso al filone principale.
Scortatissimo dalla Digos, l'ex numero uno della
Protezione civile ha raggiunto una saletta protetta, in
attesa di essere ascoltato. L'accusa contesta anche a
Bertolaso l'omicidio colposo. In un'intercettazione
telefonica, risalente al 30 marzo 2009, un giorno prima della
contestata riunione, Bertolaso, parlando con l'allora
assessore regionale Daniela Stati, definiva quel vertice
''un'operazione mediatica'' e spiegava che era stata
convocata ''non perche' siamo spaventati, ma perche' vogliamo
tranquillizzare'', oltre che ''zittire qualche imbecille''.

