ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Legge elettorale: poche chance di riforma. Gioco a scaricabarile

    (ASCA) - Roma, 24 apr - Non c'e' piu' ottimismo tra Pd, Pdl e

    Terzo polo di riuscire a portare a segno alcune riforme che

    accompagnino il procedere del governo Monti. La sensazione

    che qualcosa si e' spezzato nell'accordo tra i partiti che

    appoggiano l'esecutivo lo si e' avuto in occasione di un

    seminario con poche presenze di politici che e' stato

    promosso dal centro studi Arel fondato da Beniamino Andreatta

    e da lui diretto per molti anni. E' Pier Ferdinando Casini a

    lanciare l'allarme, dichiarando all'uscita che ''c'e' il

    tentativo trasversale di sabotare la riforma''. Il leader

    dell'Udc non punta l'indice in particolare contro qualcuno,

    ma aggiunge: ''C'e' la tentazione di andare in quella

    direzione e di votare con la legge in vigore''.

    Casini tenta anche di difendere la propria legge sul

    finanziamento elettorale che prevede il dimezzamento dei

    rimborsi come quella del Pd. Per questo dice ''la nostra

    riforma si rifa' a quella di Pellegrino Capaldo'' (il

    presidente del'Associazione Amici dell'Istituto Sturzo che ha

    promosso una legge di iniziativa popolare per ridare potere

    ai cittadini). Ma tant'e', in pochi giorni sono saltati due

    impegni unitari che erano stati presi da Pd, Pdl e Terzo

    Polo: fare insieme riforma costituzionale e la riforma

    elettorale, fare insieme anche la riforma del finanziamento

    ai partiti. Ecco cosi' che si insinua il dubbio tra i tre

    partiti sulla possibilita' di andare avanti ancora per un

    anno a sostenere il governo Monti se non si fa dell'altro

    oltre a contenere la spesa pubblica con tagli e imposte. Ci

    si mette anche la possibile elezione di Francois Hollande a

    presidente della Francia a intorbidire le acque del dibattito

    politico: Pdl, Pd e Terzo sono uniti ormai solo nel fare il

    tifo per il candidato socialista, augurandosi che la sua

    entrata all'Eliseo possa dare respiro all'economia europea

    rendendo meno asfissiante il patto di stabilita' e il

    rigorismo dell'asse Sarkozy-Merkel.

    Nel seminario dell'Arel, introdotto da Filippo Andreatta,

    si e' preso atto che le residue possibilita' di procedere

    sulla riforma elettorale consistono nella decisione di

    separare quest'ultima dal destino del progetto di riforma

    costituzionale gia' depositato al Senato, che prevede la

    riduzione dei parlamentari, il superamento del bicameralismo

    perfetto, piu' poteri al premier e l'impossibilita' di

    ribaltoni. Luciano Violante, tra i piu' convinti nel

    sostenere l'idea di una riforma condivisa tesa a recuperare

    il proporzionale sulla scia del modello tedesco e superare la

    logica maggioritaria, ha ormai avversari sulla legge

    elettorale sia nel Pd (Arturo Parisi), sia nell'area vicina

    al partito (nientemeno che Romano Prodi) e sia tra i

    possibili alleati (Sel e Idv). Secondo Violante, soprattutto

    per le resistenze degli ex An sparsi nel Pdl e in Fli, sono

    ormai possibili solo piccole modifiche al ''porcellum''.

    Anche Enrico Letta, vicesegretario del Pd, che ha chiuso

    il seminario dell'Arel, e' apparso pessimista sul possibile

    iter della riforma elettorale, denunciando il tentativo di

    scaricabarile sull'affossamento dell'iniziativa e vedendo

    solo nell'abbandono dell'ipotesi di riforma costituzionale la

    residua possibilita' di un risultato in materia elettorale.