(ASCA) - Roma, 8 ago - Oggi e' stata le protagonista delle
batterie degli 800m donne ai Giochi olimpici di Londra: ha
esordito qualificandosi per le semifinali con il tempo di
2'00''71 e superando definitivamente le controversie relative
alla sua identita' sessuale.
La sudafricana Caster Semenya, l'atleta che correva troppo
forte per essere una donna e che nel 2009 si sottopose ad un
''controllo di genere'' per stabilire il sesso, si e'
affacciata per la prima volta alle Olmipiadi inglesi esibendo
la fierezza di chi si sente una predestinata.
Il suo corpo, scrive l'Agenzia Informa, e' cambiato. Ora
c'e' un abbozzo di seno, i lineamenti del viso sono piu'
aggraziati, la muscolatura delle gambe meno aggressiva, la
voce meno maschile. Dicono sia per le cure ormonali alla
quale si e' sottoposta per rientrare nelle regole, quelle
della fisiologia ma anche del comune pensare.
Ora, col pensiero alle semifinali la 21enne di Polokwane
insegue una medaglia e continua a difendere un titolo
mondiale da onorare, stringendo forte la bandierae della
madre patria dopo che il comitato olimpico l'ha scelta come
alfiere all'inaugurazione dei Giochi.
Stabilire quale sia la sua condizione di forma e' ancora
un rebus: il debutto e' stato soft, non ha avuto bisogno di
sforzarsi troppo, il passaggio del turno si e' rivelato
semplice ma a Londra si e' presentata con tempi molto alti,
addirittura un ventunesimo crono nella lista mondiale
stagionale. Lei, dopo l'argento mondiale del 2011 a Daegu,
per molti mesi si e' nascosta. Dopo una serie di batoste ai
meeting, figlie anche dello stress accumulato per le accuse
che riaprirono il dibattito sull'ermafroditismo, ha preferito
restare ad allenarsi in Finlandia, rifinendo una preparazione
che molti ritenevano non adeguata.
Ora si dice pronta pur sapendo di non essere piu' forte
come prima a causa delle cure ormonali che la Iaaf ha
definito necessarie per evitare un vantaggio ingiusto sulle
avversarie. Uno dei personaggi copertina dell'atletica
all'Olimpiade, semifinali a parte, rischia dunque di fare
solo da comparsa. Ma almeno non si sentira' piu' dire dalle
avversarie, come accadde a Berlino 2009: ''Sono stata battuta
da un uomo, quella li' non doveva neanche correre''.

