Ma c'è un altro elemento che accomuna queste donne: la laurea cum laude. Mara Carfagna, infatti, è laureata come le “colleghe”. In Giurisprudenza per l'esattezza. E' anche diplomata in ballo al Teatro San Carlo di Napoli, ha studiato recitazione e conservatorio per 8 anni. Poi l'esperienza di Miss Italia (dove si aggiudica la fascia di Miss Cinema), la televisione, una copertina senza veli per Maxim e un calendario per Max. Si direbbe che abbia la via spianata per il mondo della fiction italiana e invece, in totale controtendenza, si dà alla politica. Nelle elezioni politiche del 2006 si candida con Forza Italia e la sua elezione alla Camera dei Deputati scatena molte polemiche all'interno dello stesso partito per via del suo passato come show-girl. Polemiche che non le impediscono tuttavia di candidarsi nuovamente per le elezioni del 2008 con il Popolo delle Libertà (appena creato da Berlusconi), di essere eletta per la seconda volta come deputata ed essere nominata Ministro delle Pari Opportunità dall'ex premier Silvio Berlusconi.
Uno dei grandi meriti della Carfagna è quello di essere la principale promotrice della legge che ha istituito il reato di stalking. Un impegno politico a tratti vanificato da dichiarazioni piuttosto infelici riguardo a prostitute e coppie omosessuali. Ma andiamo con ordine. Nel settembre 2008, il Consiglio dei Ministri approva un disegno di legge intitolato “Misure contro la prostituzione” a firma Mara Carfagna, che introduce nuove pene nei confronti di chi si prostituisce in strada o in luoghi pubblici. Lo stesso ministro definisce la prostituzione “un fenomeno vergognoso” e dichiara: “la prostituzione mi fa rabbrividire. Mi fa orrore, non comprendo chi vende il proprio corpo.” Peccato non avesse considerato il polverone di polemiche che avrebbe scatenato. Associazioni no profit, comuni, consorzi e comitati per i diritti civili si sono uniti contro la Carfagna e il disegno di legge, considerato peggiorativo e non risolutivo.
Arriva poi la polemica sul tema dell'omosessualità. La Carfagna, in un seminario da lei organizzato, definisce le coppie gay “costituzionalmente sterili”. Creando un'eco di contestazione e recriminazione infinite da parte dell'Arcigay e altre associazioni. Soprattutto per via del patrocinio al Gay Pride che lei nega nel 2008. Poi la svolta: nel 2009 – anno in cui il parlamento approva la legge sullo stalking – inizia a collaborare con gli onorevoli Concia e Luxuria (la prima dichiaratamente lesbica, la seconda famosa trans), portando avanti iniziative contro l'omofobia, fino alle scuse pubbliche nel 2010 per le dichiarazioni di tre anni prima, durante la giornata mondiale contro l'omofobia. Ma nel 2011 il ministro fa di nuovo un passo indietro, astenendosi sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate contro il disegno di legge Concia che introduceva l'aggravante per i reati omofobi.
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