Roma, 12 feb. (Adnkronos) - Dirigere un grande museo di arte contemporanea in Italia: una missione difficile, ma non impossibile. E ora, con la nascita di grandi istituzioni come il Maxxi e il Macro di Roma, il confronto con l'estero crea meno problemi. Ma quali caratteristiche deve avere un direttore per poter ricoprire questo incarico? E quale percorso deve aver seguito? "Il primo requisito -racconta all'Adnkronos il romano Bartolomeo Pietromarchi direttore del Macro, il Museo d'Arte Contemporanea di Roma - e' una formazione che coniughi l'aspetto scientifico e di ricerca, con le capacita' manageriali".
Una situazione che, in Italia, e' piuttosto diffusa, tanto che secondo Pietromarchi, "nel 97% dei casi il ruolo di maggiore responsabilita' racchiude in se' sia la parte manageriale sia quella scientifica. Di solito, c'e' un unico direttore della programmazione e dell'area tecnica-amministrativa. E questa tendenza e' molto diffusa in Italia. Forse un po' meno negli altri paesi, anche se questa figura esiste", conferma il direttore del Macro. Tuttavia, per poter aspirare ad un incarico di questo genere, e' necessario sviluppare "una solida formazione in entrambi i campi".
Non solo. Per Pietromarchi ci sono ancora due aspetti da prendere in considerazione per poter tracciare l'identikit del direttore di un museo: il primo e' legato all'esperienza maturata sul campo e, il secondo, alle relazioni con gli enti e le persone giuste. "La formazione - spiega- si ottiene attraverso l'esperienza e non solo tramite l'apprendimento nelle classiche strutture di formazione. Probabilmente da un certo punto in poi -sottolinea- valgono molto di piu' le esperienze lavorative piuttosto che il progredire della parte educativa". (segue)


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