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    Natale: Balduzzi pranza con senza tetto all'Inmp di Roma

    Roma, 20 dic. (Adnkronos Salute) - Cinquanta homeless invitati 'ufficialmente', più qualcuno aggiunto all'ultimo minuto grazie al passaparola, hanno partecipato oggi a Roma nella grande sala Benedetto XIII al pranzo di Natale preparato dagli operatori dell'Inmp (Istituto nazionale salute, migrazioni e povertà). Un appuntamento cui sono intervenuti anche il ministro della Salute, Renato Balduzzi, e monsignor Vincenzo Paglia, accolti dal direttore generale dell'Inmp, Concetta Mirisola.

    Lasagne, ma anche cous cous, polpettone e piatti etnici offerti agli invitati, insieme a un kit speciale anti-freddo sotto l'albero: una borsa contente materiale per il pronto soccorso, maglieria invernale, un set per l'igiene orale e creme emollienti per difendersi dal gelo delle notti all'aperto. Giovani e meno giovani, alcuni con un cappello di Babbo Natale, hanno accolto il ministro e gli ospiti nella sala offerta dalla Comunità di Sant'Egidio. E a Balduzzi e monsignor Paglia, che hanno mangiato con gli homeless, è stato anche donato un calendario da Mario, uno degli anziani assistiti all'Inmp. "L'Istituto - ricorda Mirisola - segue la popolazione degli homeless di Roma con l'obiettivo di contrastare le diseguaglianze nell'accesso ai servizi sanitari, superando la separazione tra i cittadini visibili e quelli 'invisibili'": poveri, stranieri non integrati, nomadi, disoccupati, alcolisti.

    Negli ultimi 10 anni sono stati 10.000 i senza dimora che hanno avuto accesso all'Inmp, nel 65% dei casi uomini, e tra questi l'84% era straniero. Perlopiù si è trattato di giovani tra i 18 e i 34 anni, con malattie dell'apparato digerente (34%), malattie infettive e parassitarie (24%), malattie della cute (22%) e disturbi psichici (20%), ma anche problemi legati a malnutrizione e stress psicoemotivi. Un incontro, quello di oggi, nato anche per sensibilizzare i romani. "Sono più di 7 mila le persone che passano la notte dentro un'auto o avvolti nei cartoni al centro della città, nei garage o nelle stazioni", ricorda l'Inmp.

    "C'è oggi una nuova povertà. Sicuramente abbiamo avuto un incremento dell'attività quotidiana dell'Istituto in seguito alla crisi", dice Mirisola, spiegando che gli operatori dell'Inmp forniscono non solo assistenza medica, "ma anche conforto e dialogo, grazie alla presenza dei mediatori culturali". E se Balduzzi ha sottolineato l'importanza di fare in modo che "salute faccia sempre rima con solidarietà", monsignor Paglia ha stigmatizzato una società che "ha perso la forza del rapporto umano".

    "Bisogna tornare alle radici, e il San Gallicano oggi lo ha fatto: questo centro, infatti, è nato a Trastevere per assistere i poveri e i malati che nessuno voleva. La dimensione umana allora faceva parte della medicina, insieme all'ascolto. Dobbiamo ritrovare questo rapporto umano. La crisi è anche figlia della solitudine: nessuno chiama per nome queste persone. Ma loro invece - conclude il prelato, rivolto agli operatori Inmp - lo fanno".

    Per approfondire visitaAdnkronos
     

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