(ASCA) - Citta' del Vaticano, 22 feb - ''Anche per la Chiesa
di oggi il tempo del deserto puo' trasformarsi in tempo di
grazia, poiche' abbiamo la certezza che anche dalla roccia
piu' dura Dio puo' far scaturire l'acqua viva che disseta e
ristora''. Lo ha detto questa mattina papa Benedetto XVI,
durante l'udienza generale del mercoledi' dedicata all'inizio
della quaresima.
Il pontefice ha ricordato la ''situazione di ambivalenza''
che caratterizza i quarant'anni di cammino del popolo di
Israele dall'Egitto alla terra promessa, e che ''descrive
anche la condizione della Chiesa in cammino nel deserto del
mondo e della storia''. ''In questo deserto - ha spiegato
Benedetto XVI - noi credenti abbiamo certamente
l'opportunita' di fare una profonda esperienza di Dio che
rende forte lo spirito, conferma la fede, nutre la speranza,
anima la carita'''. Ma il deserto ''e' anche l'aspetto
negativo della realta' che ci circonda: l'aridita', la
poverta' di parole di vita e di valori, il secolarismo e la
cultura materialista, che rinchiudono la persona
nell'orizzonte mondano dell'esistere sottraendolo ad ogni
riferimento al trascendente''. E' questo, per il Papa,
''anche l'ambiente in cui il cielo sopra di noi e' oscuro,
perche' coperto dalle nubi dell'egoismo, dell'incomprensione
e dell'inganno''.


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