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Diabete: segnali dall'intestino

di giovanni mirabella Pensiero Scientifico - Ven 9 Mag - 16.04

Il diabete è una tra le patologie più diffuse nel mondo occidentale. Il numero delle persone che ne sono affette aumenta di giorno in giorno assorbendo una quantità progressivamente maggiore delle risorse dei servizi sanitari nazionali. Un tratto caratterizzante di questa patologia è naturalmente l’incremento della concentrazione di zuccheri nel sangue che, a lungo andare, aumenta il rischio di infarti cardiaci, di infarti cerebrali, di disfunzioni erettili, di cecità e può danneggiare nervi, reni e occhi. Attualmente a chi soffre di diabete il livello di glucosio viene costantemente monitorato e, nel caso, viene abbassato con la dieta, l’esercizio fisico ed iniezioni di insulina. Tutto ciò richiede un impegno costante del paziente e anche una serie di limitazioni nel suo stile di vita. Per queste ragioni molti laboratori nel mondo stanno cercando metodi alternativi per controllare la quantità di glucosio in circolo.  In questo senso la scoperta dell’équipe capitanata da Tony Lam del Toronto General Hospital Research Institute, in Canada, apre nuove prospettive. I ricercatori, in una serie di eleganti esperimenti condotti su ratti, hanno scoperto che l’ingestione di cibi grassi attiva a livello dell’intestino delle terminazioni nervose che portano il messaggio al cervello. A sua volta, quest’ultimo reagisce inviando degli opportuni segnali al fegato che abbassano la produzione di zuccheri e quindi quella in circolo. Il tutto avviene in soli 15 minuti. La sezione dei nervi tra intestino e cervello o tra cervello e fegato blocca il meccanismo virtuoso, esattamente come quando i ratti vengono nutriti per tre giorni di fila con cibi ad alto contenuto lipidico. Secondo Lam “la scoperta di questo meccanismo potrebbe portare alla nascita di nuovi farmaci che, agendo sull’intestino, potranno abbassare i livelli di glucosio in modo più efficiente e meno invasivo di quelli attualmente presenti sul mercato”. La soluzione non è dietro l’angolo, ma lo studio apre una prospettiva inattesa e promettente. Bibliografia:  Wang PYT, Caspi L, Lam CKL, et al. Upper intestinal lipids trigger a gut–brain–liver axis to regulate glucose production. Nature 2008; 452:1012-1017.

giovanni mirabella

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