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Morbo di Crohn: quale gestione?

di emanuela grasso Pensiero Scientifico - Ven 9 Mag - 16.06

La terapia con anticorpi monoclonali ha cambiato negli ultimi anni la gestione del Morbo di Crohn ampliando le possibilità terapeutiche e offrendo a chi soffre di un forma grave di questo disturbo una possibilità di remissione. Lo ha dimostrato una revisione sistematica pubblicata sull’ultimo numero della rivista Britsh medical Journal.

L’efficacia di questi farmaci aumenta se i trattamenti vengono somministrati nelle fasi più precoci della malattia, quando cioè non sono ancora comparse complicanze irreversibili quali le stenosi firbotiche. L’azione tempestiva presuppone la capacità di diagnosticare prima possibile questo tipo di disturbo; la tempestività della diagnosi è un punto su cui, secondo le revisione, i medici dovrebbero fare più attenzione. In particolare i medici generici devono essere attenti a quei pazienti che lamentano dolori addominali (se acuti, possono essere confusi con un attacco di appendicite), sangue nelle feci, dolori alle articolazioni, senso generale di stanchezza, perdita dell’appetito. Essenziale inoltre nella cura del paziente è l’azione concertata di più figure specialistiche; oltre ai medici di base in prima istanza e ai gastroenterologi in qualità di specialisti, è importante che i pazienti siano seguiti anche da nutrizionisti. I pazienti affetti da questo disturbo, infatti, devono moderare gli alimenti ricchi di fibre, come alcune verdure e i cereali, perché possono essere difficilmente digeribili provocando ulteriore disagio.  BIbliografia. Cummings JRF et al. , Medical management of Crohn’s disease. BMJ 2008;336;1062-1066

emanuela grasso

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