(ASCA) - Roma, 4 feb - Il presidente del Consiglio, Mario
Monti, intervenga in prima persona per accelerare l'iter che
consenta all'Italia di recepire la Direttiva Ue contro i
ritardi dei pagamenti. L'appello arriva dal segretario della
Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi. Tra la stretta
creditizia (-1,24% di prestiti erogati nel 2011 dalle banche
agli artigiani), l'aumento dei ritardi nei pagamenti (+ 38
giorni praticati dalla Pa negli ultimi 3 anni) e l'incremento
dei fallimenti (+ 60,5% negli ultimi 4 anni), ''le piccole
imprese sono allo stremo''.
''Presidente - spiega Bortolussi - vista la sua
sensibilita' nei confronti delle piccole imprese, la
preghiamo di impegnarsi in prima persona affinche' il Governo
recepisca in tempi brevissimi la Direttiva europea contro i
ritardi dei pagamenti. Le ricordiamo che in questi ultimi
anni di crisi economica solo in Italia i tempi di pagamento
si sono allungati a dismisura. Questa situazione ha messo in
grosse difficolta' moltissime imprese di piccole dimensioni
che, a seguito della diminuzione del credito erogato dalle
banche, non sono piu' in grado di fronteggiare la crisi''.
Il quadro generale ''e' drammatico. I ritardi nei
pagamenti tra la Pubblica amministrazione italiana e le
imprese private, ad esempio, sono aumentati in questi ultimi
3 anni di 38 giorni. Secondo una recente elaborazione della
Cgia, attualmente la Pa paga i suoi fornitori con un ritardo
medio di 90 giorni. Se teniamo conto che le aziende italiane
avanzano quasi 70 miliardi di euro dallo Stato italiano e il
nostro Paese e' maglia nera in Europa per i tempi medi di
pagamento, la situazione si commenta da se'.
Grave anche lo scenario legato alle chiusure per fallimento.
Negli ultimi 4 anni di crisi economica i fallimenti sono
cresciuti del 60,5%, nel 2011 hanno toccato quota 11.615 e
quasi un imprenditore su tre ha portato i libri in tribunale
a causa dei forti ritardi nei pagamenti subiti''.
Sempre piu' difficile anche il rapporto con le banche.
''Se e' vero che nei primi 10 mesi del 2011 gli impieghi
erogati dalle banche all'intero sistema delle imprese
italiane sono aumentati di quasi 5 punti percentuali, per le
piccole imprese - conclude il segretario della Cgia di Mestre
- le cose sono andate diversamente. Infatti, a fronte di un
aumento dell'inflazione del 3%, le imprese artigiane hanno
registrato una contrazione dei prestiti pari a -1,24% e per
le quasi societa' non finanziarie (ovvero, le piccole
societa' come le snc o le sas) l'aumento e' stato solo dello
0,31%. Per le imprese pubbliche, invece, le cose sono andate
molto meglio: i crediti erogati hanno segnato un +26,11%. Per
le altre imprese private (prevalentemente quelle di
medie/grandi dimensioni), gli impieghi sono aumentati del
+5,08%''.


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