Sono il trend delle elezioni amministrative, i sondaggi li danno come terzo partito in Italia, anche se il loro leader, Beppe Grillo, non scende ufficialmente in campo. Il Movimento 5 Stelle o è amato o è odiato. Ma cosa vogliono veramente? E sono più pericolosi o illusori?
Politica più snella. E' il cardine del successo del Movimento 5 Stelle, è l'emblema di quell'antipolitica che cerca di smantellare lo status quo della partitocrazia. Una politica più snella, più democratica e con meno sprechi. Dall'abolizione delle province alla riduzione a due soli mandati per i parlamentari, dal taglio netto degli stipendi all'abolizione del quorum per i referendum – sia abrogativi sia propositivi. Sono solo alcuni dei punti al primo posto del programma di Beppe Grillo, che spinge su una riforma della macchina Stato partendo da quella parte più in vista e più demagogica, il parlamento.
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Energia pulita. Altra battaglia che Beppe Grillo porta avanti fin da prima della nascita del Movimento, e che il suo partito ora cavalca, è quella di una rivoluzione energetica nel Paese. Il punto principale della sua proposta riguarda, ovviamente, da un lato l'abbassamento del consumo energetico con l'incentivazione ad avere abitazioni e uffici pubblici ecosostenibili, dall'altro l'aumento delle politiche energetiche per l'autoproduzione tramite pannelli fotovoltaici.
Web e informazione. Il Movimento cinque Stelle nasce sul web e su internet punta per modernizzare e rivoluzionare l'Italia. E il web è strettamente legato al concetto d'informazione. Per M5S, dunque, prioritaria è l'informatizzazione della rete, ma è soprattutto l'informazione a essere messa sotto accusa da Grillo. Le proposte, dunque, vanno dall'abolizione dell'Ordine dei Giornalisti alla depenalizzazione della querela per diffamazione, dall'eliminazione dei contributi statali ai quotidiani all'esproprio delle emittenti televisive nazionali, che dovrebbero essere tutte possedute tramite azionariato popolare.
Tra paura e illusione. Questa, dunque, la piattaforma politica del Movimento 5 Stelle che sta conquistando un'ampia fetta di popolazione. Ma guardando oltre alle proposte sicuramente accattivanti e importanti, ci sono alcuni aspetti del partito di Grillo che ricordano il passato. Spaventando da un lato, disilludendo dall'altro. In particolare, la comunicazione affidata a una formula quale “Comunicato Politico Numero xx”, ricorda molto lo stile dei movimenti più radicali degli anni Settanta. Ma, come detto, non è solo paura quella che fa l'antipolitica. Ci si può, infatti, illudere che il M5S cambierà qualcosa, o cambierà il M5S. Nella storia italiana, infatti, sono stati tanti quelli che si sono presentati come paladini dell'antipolitica, come coloro che avrebbero cambiato il malcostume politico italiano. Dai gruppi extraparlamentari degli anni '70 alla Lega degli anni '80. Dal Berlusconi dei primi anni '90 ad Antonio di Pietro. Tutti rivoluzionari, tutti onesti, tutti coinvolti – dopo – nello stesso malaffare che avevano combattuto. Il Movimento 5 Stelle sarà diverso?
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