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ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Psicologia: per bambini violenza domestica equivale a traumi soldati

    (ASCA) - Roma, 30 dic - I bambini esposti a violenza tra le

    mura domestiche soffrono, dal punto di vista cerebrale, come

    i soldati in guerra: sviluppano la capacita' di riconoscere

    piu' velocemente un'imminente minaccia da cui doversi

    difendere e sono piu' in grado di attivare dei meccanismi di

    difesa. A scoprirlo un gruppo di studiosi dello University

    College of London (Regno Unito) guidati da Eamon McCrory

    della Division of Psychology and Language Sciences che, in

    collaborazione con i colleghi dell'Anna Freud Centre (Londra,

    Regno Unito), spiegano che queste capacita' di

    ''adattamento'', sul lungo periodo, possono predisporre a una

    maggiore vulnerabilita' ad ansia, depressione e problemi di

    salute mentale di diverso tipo. Lo studio e' stato pubblicato

    su Current Biology.

    Gli studiosi hanno esaminato le risonanze magnetiche

    condotte su 20 bambini londinesi di 12 anni di eta' media

    allontanati dalle rispettive famiglie per problemi di

    violenza domestica, e le hanno paragonate a quelle effettuate

    su un gruppo di controllo di 23 bambini non sottoposti a

    violenze di alcun tipo. Durante le risonanze magnetiche ai

    bambini venivano mostrate delle immagini di volti maschili e

    femminili ritratti con espressioni tristi, calme o

    arrabbiate: i ricercatori hanno cosi' potuto documentare che

    davanti ai volti arrabbiati i bambini esposti alle violenza

    in casa mostravano una maggiore attivazione in due regioni

    cerebrali associate al rilevamento delle minacce, l'insula

    anteriore e l'amigdala.

    Studi precedenti, spiegano i ricercatori, avevano rilevato

    risposte simili nel cervello di soldati in guerra: ''Solo ora

    stiamo iniziando a capire come gli abusi sui minori

    influenzino il funzionamento dei sistemi emozionali del

    cervello. Questa ricerca e' importante perche' offre i primi

    indizi su come le regioni del cervello dei bambini possano

    adattarsi agli abusi tra le mura domestiche - spiega McCrory

    -. Una migliore reattivita' a un segnale di minaccia come la

    rabbia puo' rappresentare una risposta adattativa per questi

    bambini nel breve periodo, aiutandoli a rimanere fuori

    pericolo. Puo' pero' anche costituire un fattore di rischio

    sul lungo periodo, aumentando la loro vulnerabilita' a

    problemi di salute mentale come, in particolare, l'ansia''.

     

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