CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Papa Benedetto XVI ha lanciato oggi un appello a favore di Darfur, Burundi e Somalia, affinché le autorità locali e la comunità internazionale si occupino di queste aree del mondo piagate dalla violenza e dalla povertà.
"Le notizie che giungono da alcuni Paesi africani continuano a essere motivo di profonda sofferenza e viva preoccupazione", ha detto il Pontefice parlando dalla sua finestra in una Piazza San Pietro assolata e gremita di fedeli.
"In Somalia, specialmente a Mogadiscio, aspri scontri armati rendono sempre più drammatica la situazione umanitaria di quella cara popolazione, da troppi anni oppressa sotto il peso della brutalità e della miseria", ha spiegato il Papa, riferendosi al paese del corno d'Africa in cui centinaia di persone sono morte in una guerra intestina tra islamici e governativi per il controllo del potere.
"Il Darfur, nonostante qualche momentaneo spiraglio, rimane una tragedia senza fine per centinaia di migliaia di persone indifese e abbandonate a sé stesse. Infine il Burundi. Dopo i bombardamenti dei giorni scorsi (...) è di fronte al rischio di una nuova guerra civile (...)".
Il Pontefice ha dunque invitato tutte le parti in causa a riprendere senza indugio la via del dialogo e della riconciliazione.
"Confido che le Autorità politiche locali, i responsabili della comunità internazionale e ogni persona di buona volontà non tralasceranno sforzi per far cessare la violenza e onorare gli impegni presi, in modo da porre solide fondamenta alla pace e allo sviluppo", ha concluso.
CRISI UMANITARIE DIMENTICATE
In Darfur oltre duecentomila persone sono state uccise negli ultimi cinque anni nella lotta che oppone i ribelli al governo centrale del Sudan. La guerra ha causato circa 2 milioni di profughi in quello che l'Onu ha definito un vero e proprio genocidio.
In Somalia i ribelli islamici del gruppo al Shaabab, bollati come terroristi da Washington, stanno conducendo una guerriglia in stile iracheno contro il governo somalo da quando questo si è insediato a Mogadiscio con l'aiuto delle truppe etiopi all'inizio del 2007. Solo nell'ultima settimana si contano oltre 100 morti.
Dalla cacciata del dittatore Siad Barre nel 1991, seguita dal fallimento di una missione dell'Onu, la Somalia è stata preda di una lotta intestina fra i signori della guerra locali. I recenti scontri hanno causato circa un milione di sfollati, creando una delle peggiori -- e più trascurata -- crisi umanitarie del pianeta.
Quanto alla situazione in Burundi, i ribelli delle Forze nazionali di liberazione che si oppongono al governo centrale continuano ad attaccare e bombardare la capitale nonostante un accordo di pace firmato nel 2006. Solo la scorsa settimana sono morte 33 persone. Il Paese centrafricano, con 8 milioni di abitanti, cerca di riemergere dopo un decennio di conflitti etnici che hanno ucciso oltre 300.000 persone.
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