BANGKOK/NAZIONI UNITE (Reuters) - Gli Stati Uniti si sono detti "indignati" per la lentezza del governo birmano ad accettare gli aiuti umanitari destinati alle persone colpite dal ciclone Nargis, che sono circa 1,5 milioni secondo l'Onu.
"Siamo indignati dalla lentezza del governo di Burma (Myanmar) nell'accettare i nostri aiuti", ha detto il rappresentante degli Stati Uniti all'Onu Zalmay Khalilzad parlando con i giornalisti. "E' chiaro che la capacità del governo di affrontare la situazione, che è catastrofica, è limitata", ha aggiunto.
Il responsabile degli affari umanitari delle Nazioni Unite, John Holmes, ha detto oggi che il ciclone ha "coinvolto pesantemente" circa 1,5 milioni di persone, mentre il segretario dell'Onu Ban Ki-moon ha annunciato di aver chiesto un colloquio con il più anziano tra i generali della giunta birmana, Than Shwe, per convincerlo ad accettare gli aiuti provenienti dall'estero.
"Al momento non abbiamo il permesso per far decollare gli aerei, ma sottolineo l'espressione 'al momento'", ha detto Eric John, ambasciatore Usa in Thailandia, nel corso di una conferenza stampa nella capitale della Thailandia.
In precedenza, il comandante supremo thailandese Boonsrang Niumpradit aveva detto a Reuters che l'esercito Usa aveva ottenuto il via libera per far decollare i voli umanitari e un funzionario dell'ambasciata aveva confermato la notizia.
Quest'ultima decisone aveva destato una certa sorpresa, data l'enorme diffidenza e gli attriti tra i generali della ex Birmania e Washington, che ha imposto pesanti sanzioni economiche al Myanmar nel tentativo di far crollare il decennale dominio militare nello stato asiatico.
Forti pressioni da parte della comunità internazionale hanno cercato di convincere il governo birmano ad aprire le porte alle operazioni di soccorso.
Il ciclone ha raso al suolo le città costiere e i villaggi del delta dell'Irrawaddy, a sud-ovest di Yangon, in quello che è stato l'evento atmosferico più devastante dal 1991 in Asia, quando in un evento simile morirono 143.000 persone nel vicino Bangladesh. Secondo fonti diplomatiche degli Stati Uniti, i morti causati dal ciclone Nargis sarebbero più di 100.000.
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