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Myanmar, Onu riprende voli nonostante sequestri giunta

Reuters - Ven 9 Mag - 20.07

YANGON (Reuters) - L'Onu ha detto oggi che ripristinerà i voli umanitari verso il Myanmar nonostante gli aiuti già inviati siano stati bloccati dalla giunta militare all'aeroporto di Yangon, e Washington ha annunciato contestualmente che l'ex Birmania ha autorizzato l'atterraggio di un volo per lunedì.

Il World Food Programme delle Nazioni Unite inizialmente aveva detto che avrebbe sospeso i voli dopo che funzionari del Myanmar, apparentemente determinati a distribuire rifornimenti da soli, hanno sequestrato le partite atterrate a Yangon destinate a nutrire i sopravvissuti del ciclone Nargis.

La giunta militare del paese, che normalmente ha pochi contatti con il mondo esterno, aveva annunciato tramite i media che avrebbe accettato aiuti da paesi stranieri - anche se a distribuirli sarebbe stato il governo - ma che non avrebbe accordato visti di ingresso ad operatori umanitari.

"Il Wfp ha deciso come programmato di inviare due voli di soccorso domani, mentre continuano le discussioni con il governo del Myanmar sulla distribuzione del cibo che ieri è stato inviato", ha detto Nancy E. Roman, direttrice comunicazione del Wfp.

LUNEDI' ATTERRA VOLO USA

I due carichi sequestrati, contenenti 38 tonnellate di biscotti energetici, sono sufficienti a nutrire 95.000 persone e avrebbero dovuto essere trasportati dai camion verso la regione del delta dell'Irrawaddy, dove l'Onu stima che ammontino a 1 milione e mezzo le persone bisognose d'aiuto.

Anche un volo americano raggiungerà il paese lunedì prossimo dopo avere ricevuto l'autorizzazione dal governo dell'ex Birmania.

"Speriamo che sia l'inizio di una cooperazione più ampia tra Usa e Birmania per aiutare la popolazione", ha detto il Maggiore Stuart Upton, portavoce del Pentagono.

Il bilancio ufficiale delle vittime, che non viene aggiornato da lunedì, parla di 23.000 morti e 42.119 dispersi, anche se gli esperti temono che la cifra possa essere ben più alta e raggiungere almeno i 100.000 morti.

I governi di tutto il mondo hanno fatto pressioni sui generali al potere affinché aprissero le frontiere agli aiuti internazionali. Nei giorni scorsi Washington ha espresso indignazione per i ritardi dei soccorso causati dalla giunta birmana, mentre oggi la Germania si è detta d'accordo con la proposta della Francia di un intervento del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

APPELLO DELL'ONU

Il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon ha chiesto alla giunta militare al governo in Myanmar di lasciare entrare "senza intralcio" i rifornimenti e gli operatori umanitari.

La portavoce di Ban Marie Okabe ha riferito ai giornalisti che il segretario generale ha avvisato che "non agire potrebbe rivelarsi mortale".

Ban ha cercato inutilmente di contattare l'alto generale del Myanmar Than Shwe per convincerlo a togliere le limitazioni agli operatori umanitari. "Sto ancora cercando di mettermi in contatto con loro (i generali)", ha detto ai giornalisti.

Okabe ha spiegato che i soccorritori non hanno ancora raggiunto alcune aree devastate dal ciclone lo scorso sabato.

L'Onu ha inoltre chiesto ai suoi 192 membri di fornire 187 milioni di dollari di aiuti al paese in sei mesi.

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