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Iraq, governo e milizie Sadr firmano tregua

Reuters - Sab 10 Mag - 15.58

BAGHDAD (Reuters) - Il governo iracheno ha firmato oggi una tregua con il movimento del religioso sciita Moqtada al-Sadr per porre fine agli scontri fra le sue milizie e le forze di sicurezza regolari che da qualche settimana insanguinano la parte orientale della capitale.

La tregua potrebbe aiutare a porre fine alle violenze che hanno ucciso diverse centinaia di persone, lasciando quasi due milioni di residenti intrappolati nel quartiere di Sadr City e spingendo i soccorritori ad avvertire del pericolo di una imminente crisi umanitari.

Non è chiaro, però, se il rivale degli Stati Uniti, Sadr, possa realmente controllare tutte le centinaia di miliziani sparsi nel quartiere.

"Il primo ministro Nuri al-Maliki ha approvato l'accordo", ha detto il portavoce del governo Ali al-Dabbagh. "Il governo iracheno chiede a tutte le parti di rispettare l'accordo, di restare calme e di dimostrare capacità di autocontrollo".

Il portavoce di Sadr ha detto che la tregua avrebbe dovuto entrare in vigore questa notte o domani, con un completo arresto di tutte le attività militari da parte dell'esercito iracheno per quattro giorni.

Nel suo intervento, il portavoce non ha fatto menzione dei soldati statunitensi.

I militari statunitensi hanno detto di non essere a conoscenza di alcun accordo di tregua.

Intanto oggi il bilancio delle vittime degli scontri delle ultime 24 ore fra le due fazioni è di 19 morti e di 116 feriti, secondo quanto riferito dai due ospedali del quartiere sciita di Sadr City.

Tra i feriti ci sono donne e bambini, secondo quanto riferito da funzionari degli ospedali.

L'esercito Usa, nell'ultimo bilancio delle vittime fornito, ha detto di aver ucciso otto militanti in diversi quartieri di Baghdad, ieri. Non è ancora chiaro se ci siano anche i corpi di questi otto tra quelli giunti nei due ospedali di Sadr City.

Gli scontri delle ultime 24 ore fanno salire a 33 il numero complessivo dei militanti che l'esercito Usa dice di aver ucciso a Baghdad tra giovedì e ieri.

Gli scontri sono scoppiati a Baghdad da quando il premier Nuri al-Maliki ha disposto un giro di vite contro i miliziani lo scorso marzo.

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