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Libano: Hezbollah inizia ritiro milizie da Beirut

Reuters - Sab 10 Mag - 17.35

BEIRUT (Reuters) - di Khaled Yacoub Oweis

Hezbollah e i suoi alleati hanno iniziato oggi il ritiro dei militanti dalle strade di Beirut dopo che l'esercito libanese ha ribaltato le misure prese dal governo che avevano provocato la reazione violenta del movimento sciita.

"L'opposizione libanese porrà fine alla presenza di (uomini) armati a Beirut in modo che la capitale torni nelle mani dell'esercito", si legge in un comunicato di Hezbollah che sottolinea, però, l'intenzione del movimento di continuare una campagna di "disobbedienza civile" fino a quando non saranno soddisfatte le sue richieste politiche.

I vertici dell'esercito regolare hanno dichiarato in un comunicato l'annullamento della decisione di sostituire il capo della sicurezza dell'aeroporto della capitale, vicino a Hezbollah, e di voler gestire la rete di comunicazioni del movimento sciita in modo tale "da non danneggiare l'interesse pubblico e la sicurezza della resistenza".

Il premier libanese Fouad Siniora aveva annunciato oggi l'intenzione di mettere nelle mani dei militari le due questioni, che hanno scatenato i peggiori scontri dalla fine della guerra civile, durata dal 1975 al 1990.

Complessivamente, negli scontri fra militanti del partito di Dio e sostenitori del governo cominciati ormai quattro giorni fa, sono morte almeno 27 persone e ne sono rimaste ferite almeno 75.

GOVERNO INDEBOLITO

Dalla prova di forza fra le due fazioni, il governo è uscito indebolito e Hezbollah, che da 17 mesi ne contesta la legittimità costituzionale, risulta rafforzato.

Nonostante questo, Siniora, che gode dell'appoggio degli Usa, ha detto che il Paese non cadrà nelle mani del movimento sciita, accusandolo di aver messo in atto un colpo di stato prendendo il controllo della capitale libanese Beirut.

"Il vostro Paese non cadrà nelle mani dei golpisti", ha detto Siniora in un messaggio tv rivolgendosi ai libanesi.

Il destino dell'arsenale di armi in mano al movimento sciita è alla radice della crisi politica che 17 mesi fa ha portato all'abbandono del governo degli esponenti sciiti con la conseguente denuncia di incostituzionalità dell'esecutivo da parte di Hezbollah.

Gli Stati Uniti -- che considerano Hezbollah come un gruppo terroristico, una minaccia per Israele e un testa di ponte iraniana in Libano -- hanno dichiarato di aver avuto colloqui con altre potenze internazionali per discutere l'opportunità di disporre misure contro "i responsabili delle violenze".

Gli Stati Uniti hanno anche criticato i legami di Hezbollah con l'Iran e la Siria, e hanno definito illegale l'offensiva compiuta dal movimento sciita.

I quartieri cristiani della parte orientale di Beirut sono stati risparmiati dai combattimenti dopo che i militanti sciiti hanno dimostrato la loro superiorità nei confronti delle forze fedeli al leader della coalizione di governo Saad al-Hariri. I sostenitori di Hariri controllano ancora alcune zone nel nord del paese e hanno chiuso il valico con la Siria che passa dalla Valle del Bekaa.

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