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Spie e telefoni, pioggia di querele per Tavaroli

Reuters - Mar 22 Lug - 15.00

MILANO (Reuters) - Diversi esponenti politici e del mondo economico hanno annunciato oggi di voler querelare l'ex-capo della sicurezza di Telecom Italia Giuliano Tavaroli per un'intervista pubblicata oggi da Repubblica, in cui parla della raccolta di dossier illeciti per la quale è sotto indagine della procura di Milano.

Nel colloquio, Tavaroli fa il nome di vari esponenti politici, tra cui Piero Fassino e Clemente Mastella e di uomini d'affari, come il presidente e ad di Piaggio Roberto Colaninno.

In una nota, l'esponente del Pd Fassino, annunciando la querela, ha definito l'intervista una "vigliaccata".

"L'affermazione pubblicata -- nell'intervista di Giuseppe D'Avanzo al signor Tavaroli secondo cui non meglio precisate tangenti sarebbero 'approdate a Londra nel conto dell'Oak Fund a cui erano interessati i fratelli Magnoni e dove avevano la firma Nicola Rossi e Piero Fassino' -- è una pura falsità, inventata di sana pianta", si legge.

"Non conosco i fratelli Magnoni. Non ho mai avuto firme su conti esteri né a Londra, né altrove. Non so neanche cosa sia l'Oak Fund", aggiunge l'ex-segretario dei Ds.

"Per queste ragioni ho immediatamente dato mandato ai miei legali di tutelarmi contro Tavaroli, D'Avanzo e chiunque altro sia responsabile di questa vigliaccata, nonché contro chiunque continuasse a diffonderla".

"Non si invochi il diritto di cronaca o la libertà di stampa, che non c'entrano niente. Qui si sputtana una persona onesta e pulita ledendone la onorabilità e la dignità. E questo è inaccettabile", conclude Fassino, che ha ricevuto un attestato di "fiducia e stima personale e politica" dal capo del Pd Walter Veltroni.

Anche Nicola Rossi, senatore Pd, dichiara che "quanto riportato oggi da alcuni organi di stampa è destituito di ogni fondamento", precisando di "aver dato ampio mandato ai suoi legali di tutelarlo in tutte le sedi opportune e in tutte le forme consentite dall'ordinamento".

Querela annunciata anche da Colaninno per le dichiarazioni riportate dal giornale, in cui Tavaroli parla di presunte tangenti.

"Colaninno dichiara che tali notizie sono prive di qualunque fondamento e del tutto contrarie al vero e di aver perciò conferito mandato ai propri legali per tutelare la propria reputazione nelle sedi a ciò preposte", si legge in un comunicato.

In un'altra nota, il segretario dell'Udeur Clemente Mastella spiega di aver "sempre fatto la politica per la politica", respingendo le dichiarazioni rilasciate da Tavaroli sulle circostanze che nel 1998 determinarono il passaggio dell'allora Udr dal centro-destra al centro-sinistra.

"Al riguardo, quelle del signor Tavaroli sono soltanto illazioni, destituite di ogni fondamento e delle quali risponderà in tribunale. Ho dato infatti mandato all'avvocato Titta Madia di querelarlo con amplissima facoltà di prova", dice Mastella.

Tavaroli è tra i 34 indagati di un'inchiesta appena chiusa dalla Procura di Milano sulla raccolta illecita di informazioni riservate, che vede sotto indagine anche Telecom e Pirelli.

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