ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Sallusti: Cassazione conferma 14 mesi di carcere. Pena sospesa 30 giorni

    (ASCA) - Roma, 26 set - La Corte di Cassazione ha confermato

    la condanna di Alessandro Sallusti, direttore de 'Il

    Giornale', a 14 mesi di reclusione per diffamazione

    aggravata. Il ricorso del giornalista e' stato rigettato.

    La Procura di Milano sospendera' l'esecuzione della pena

    in quanto il giornalista non risulta avere cumuli di pena ne'

    recidive.

    La sospensione sara' concessa in automatico non appena la

    sentenza della Cassazione arrivera' negli uffici della

    Procura di Milano e avra' una durata di 30 giorni. In questo

    arco di tempo, i legali del direttore del Giornale potranno

    presentare ricorso al Tribunale di Sorveglianza per chiedere

    una misura alternativa alla custodia cautelare in carcere:

    l'affidamento ai servizi sociali, gli arresti domiciliari o

    la semiliberta'.

    ORDINE GIORNALISTI: ''INTIMIDAZIONE'' - ''Un'intimidazione

    a mezzo sentenza, un'intimidazione a tutti i giornalisti''.

    E' il commento di Enzo Iacopino, presidente del Consiglio

    nazionale dell'Odg, alla decisione della Corte di Cassazione

    di confermare la condanna a 14 mesi di carcere ad Alessandro

    Sallusti.

    ''Le norme sosterranno pure la decisione, ma la

    conseguenza e' devastante per la liberta' di stampa. Ogni

    organo di informazione vivra' questa decisione come una

    intimidazione. E il costo maggiore - continua Iacopino - lo

    pagheranno i cittadini che avranno una informazione ancora

    meno libera. Mai avremmo immaginato di vedere che in Italia,

    Paese che continua a vantarsi di essere la culla del diritto,

    si va in galera per una opinione che l'interessato nega

    perfino di aver espresso. E resta quella domanda: come e'

    possibile che per lo stesso reato si passi da 5.000 euro di

    multa a 14 mesi carcere in due gradi di giudizio? La Corte

    costituzionale ha scritto che la liberta' di informazione e'

    'la pietra angolare' del nostro sistema democratico. Da oggi

    si sentono preoccupanti scricchiolii'', conclude il

    presidente dell'Ordine dei giornalisti.

    FNSI: ''SPAZI BIANCHI IN PRIMA PAGINA'' - ''La sentenza

    che manda in carcere Sallusti e' il risultato sconvolgente di

    una norma orrenda del nostro codice, incompatibile con le

    democrazie avanzate e liberali e con i canoni delle

    democrazie europee''. Lo scrive la Fnsi, lanciando un appello

    alla categoria: ''La Giunta della Federazione Nazionale della

    Stampa Italiana, riunita in seduta straordinaria, si appella

    ai colleghi, e particolarmente ai direttori perche', accanto

    ai loro editoriali, compaiano spazi bianchi in prima pagina

    come segni tangibili di protesta, dandone conto ai lettori,

    evidenziando la mostruosita' di queste norme affinche' siano

    cancellate al piu' presto''.

    ''La Giunta della Fnsi - prosegue la nota - continua la

    sua battaglia per la cancellazione immediata di una norma

    illiberale che punisce con la galera le opinioni. Proprio per

    questa ragione e' confermata per martedi' mattina, dalle

    10.30 alle 13.00, la manifestazione indetta a Roma, nella

    sala Tobagi della Fnsi, in Corso Vittorio Emanuele, 349''.

    ''Con la condanna al carcere di Sallusti, i cittadini

    sanno che, al di la' del giudizio che ciascuno ha sui

    contenuti e sulle opinioni espresse, sono tutti meno liberi e

    che il giornalismo - pur non esente da difetti e percio'

    suscettibile di legittime critiche - e' sottoposto a

    un'inaccettabile permanente condizionamento che incide sulla

    liberta' di espressione e delle idee. La Fnsi non lascia

    solo, come sempre, chi e' colpito per le sue idee e nella sua

    liberta', fino a privarlo del lavoro. I tempi di procedura

    per l'arresto di Sallusti dopo la sentenza della Cassazione

    consentono al Parlamento, se davvero e' coerente con le

    espressioni di sconcerto di tanti autorevoli personaggi

    politici, di cambiare la legge che ha provocato questo

    orrendo verdetto. Bastano venti minuti, in ciascuna delle

    Camere, per cancellare dal codice penale norme liberticide'',

    conclude la Fnsi.