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ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Salute: 5 mln italiane con incontinenza, nuove tecniche chirurgiche

    (ASCA) - Roma, 2 feb - Dall' Urologia Ginecologica

    dell'Ospedale San Carlo di Nancy - Idi - di Roma arrivano

    nuove tecniche chirurgiche di lifting uro-genitale per

    risolvere il prolasso urogenitale e l'incontinenza urinaria

    che colpiscono circa 5 milioni di italiane over 40.

    ''Gravidanze, parti e menopausa - spiega il professor

    Mauro Cervigni, responsabile dell'Unita' Operativa di

    Urologia ginecologica dell'ospedale San Carlo di Nancy - Idi

    - Roma - sono momenti chiave nella vita della donna che

    possono causare il prolasso urogenitale e l'incontinenza

    urinaria. Disturbi che colpiscono circa 5 milioni di italiane

    over 40, ma che restano ancora un 'tabu'. Gli ultimi

    progressi della chirurgica minivasiva puntano su nuove

    tecniche di lifting urogenitale, approdate recentemente nel

    nostro Paese che si effettuano a carico del sistema sanitario

    nazionale, e cioe' gratis per la paziente. Il prolasso

    genitale consiste nell'abbassamento dalla sede naturale e

    talvolta fuori dall'introito vaginale di una o piu' strutture

    pelviche - utero, vescica e retto - e spesso si associa

    all'incontinenza urinaria. L'ultima metodica di lifting

    genitale per il trattamento risolutivo del prolasso si chiama

    Elevate e si avvale di una speciale rete in polipropilene

    che, inserita con microstrumenti attraverso la vagina,

    sostituisce il supporto originario danneggiato del pavimento

    pelvico (l'insieme di muscoli e legamenti che sostiene gli

    organi genitali) con un'efficacia del 90%. Rispetto agli

    interventi invasivi tradizionali spesso associati

    all'asportazione dell'utero - l'isterectomia- e gravati da

    recidive nel 20 - 30% dei casi (1 donna su 5 ripresenta il

    problema e deve subire un altro intervento ) la nuova tecnica

    consente di non asportare sempre l'utero quando questo e'

    sano evitando cosi' l'insorgere di problemi psicologici

    legati alla privazione di un organo collegato alla maternita'

    e all' identita' femminile, hanno un basso rischio di

    recidive - 4%- e si possono effettuare in anestesia spinale

    consentendo cosi' una rapida ripresa''.

    ''Le nuove metodiche chirurgiche mininvasive per

    l'incontinenza urinaria - conclude Cervigni -, si chiamano

    Monarc e Miniarc e consistono nell'applicazione sempre per

    via vaginale di sling sottouretrale - una benderella in

    polipropilene (simile a quella usata nel prolasso) che posta

    sotto l'uretra ristabilisce il suo corretto funzionamento con

    il ripristino della normale continenza. I vantaggi delle

    nuove tecniche rispetto ai vecchi interventi invasivi sono

    l'efficacia del 90%, la brevita' degli interventi (20 - 30

    minuti ) che si effettuano in day hospital con anestesia

    locale o loco regionale e il breve tempo di recupero con un

    ritorno alle normali attivita' entro una settimana''.

    com-map/sam/alf

     

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