Milano, 17 feb. (Adnkronos Salute) - "Una proposta più commerciale che scientifica", che fa leva su una caratteristica comune alle persone in lotta con la bilancia: "Cercare sempre una scorciatoia, la via più veloce" per raggiungere il risultato sognato. Così Lucio Lucchin, presidente dell'Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica), commenta all'Adnkronos Salute la dieta tisanoreica che nel Belpaese sta facendo sempre più adepti, tra le persone comuni e fra i 'Vip', politici in prima fila.
"Non dico che alla base di questa proposta dietetica non ci siano studi scientifici - tiene a precisare Lucchin - Nel tempo, però, la dieta tisanoreica si è trasformata più che altro in un 'mercato' molto pubblicizzato", che promuove "alimenti speciali con un contenuto di proteine più elevato, a discapito della quota di grassi e carboidrati". In sintesi, lo schema alimentare suggerito dai fautori dell'ultima delle mode a tavola "non è molto diverso da quello su cui si fondano le diete iperproteiche" come anche la Dukan, sottolinea lo specialista.
"Il principale vantaggio di questo tipo di alimentazione è che all'inizio - ammette Lucchin - si perde peso un po' più velocemente e si avverte un senso di sazietà maggiore, quindi si sente meno fame. Ma questo effetto dura relativamente poco, qualche settimana o qualche mese al massimo. Poi i risultati della dieta tisanoreica si allineano con quelli delle altre diete ipocaloriche". Ma con un problema in più: "Tornare a una dieta 'normale' è più difficile - avverte il nutrizionista - perché un conto è mangiare un alimento tisanoreico, per esempio una pasta che non è vera pasta, e un altro conto è consumare l'alimento tradizionale". Secondo l'esperto, dunque, è proprio nel ritorno alla routine alimentare che il 'fan' della tisanoreica rischia di riprendere peso.


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