(ASCA) - Roma, 19 apr - Chi ha 40 chili in piu' rispetto al
proprio peso ha difficolta' ad allacciarsi le scarpe, se
supera i 150 chili non puo' andare al cinema o al bar a
prendere un caffe'. E deve pagare due posti in aereo. Ora i
pazienti obesi chiedono di essere ascoltati dalle
Istituzioni.
''La nostra condizione - spiega Marina Biglia, presidente
dell'associazione 'Insieme Amici Obesi' - e' una piaga
sociale, la vera pandemia di questo secolo. Siamo
stigmatizzati e troppo spesso oggetto di derisione.
Affrontiamo problemi non solo medici, ma anche umani e
psicologici. Per noi, ad esempio, e' difficile sottoporci
anche a un semplice controllo della pressione arteriosa
perche' lo strumento per misurarla, lo sfigmomanometro, e'
troppo piccolo per le nostre braccia. Non vogliamo essere
lasciati soli''.
Al Congresso nazionale della Societa' Italiana di
Chirurgia dell'Obesita' e delle malattie metaboliche (Sicob),
in corso ad Abano Terme (PD) fino al 20 aprile, grande spazio
e' dedicato alla voce del malato.
''L'obesita' rappresenta un problema sanitario di
crescente e pressante gravita' - spiega Marcello Lucchese,
presidente eletto della SICOB, Direttore della chirurgia
bariatrica e metabolica del Policlinico di Firenze -
L'andamento e' in preoccupante aumento se si considera che il
numero degli obesi dal 1994 ad oggi e' cresciuto del 25%. E
il nostro Paese registra il record europeo di bambini in
sovrappeso (36%) ed obesi (10-15%)''. Complessivamente in
Italia si stimano circa 6 milioni di adulti obesi. E sono
oltre un 1 milione i bambini tra i 6 e gli 11 anni in
sovrappeso o obesi con notevoli differenze tra le Regioni
(quelle del Sud fanno registrare le percentuali piu' alte).
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