(ASCA) - Milano, 4 mag - No alla richiesta, presentata dai
difensori di Pierangelo Dacco', sulla nullita' del rinvio a
giudizio sollecitato dalla Procura di Milano nei confronti
dell'uomo d'affari vicino a Comunione e Liberazione in
carcere per il dissesto del San Raffaele. Lo ha deciso il gup
di Milano, Maria Cristina Mannocci, che celebra l'udienza
preliminare nei confronti di Dacco', dell'ex direttore
amministrativo del San Raffaele, Mario Valsecchi, e di altre
5 persone, tutte accusate a vario titolo di associazione a
delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, alla
frode fiscale, all'appropriazione indebita e alla distrazione
di beni per il crack della casa di cura milanese.
Per Gian Piero Biancolella, legale di Dacco', la richiesta
il rinviare a giudizio il suo assistito va considerata nulla
perche' la Procura non ha provveduto a interrogare l'indagato
durante la fase di chiusura indagini. Ma questa richiesta, ha
spiegato ancora l'avvocato Biancolella, e' stata bocciata da
giudice per ''divergenza nell'interpretazione lessicale''.
Intanto, i difensori di Valsecchi hanno depositato
richiesta di patteggiamento per il loro assistito, proponendo
2 anni e 10 mesi di reclusioni con in piu' il pagamento di
200 mila euro.

