(ASCA) - Roma, 22 feb - ''La sospensione di due medici dopo i
fatti del Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I di Roma
e' emblematica del modo di gestire la sanita'. Il cerino e'
rimasto in mano a chi mette la faccia davanti al disagio dei
cittadini e lavora per garantirne i diritti''. Lo evidenzia,
in una nota, il segretario nazionale Anaao Assomed,
associazione medici dirigenti, Costantino Troise.
''Ma il Direttore Generale - aggiunge - poteva non essere
a conoscenza di cosa accadeva 'normalmente' nel suo Pronto
Soccorso? E il Magnifico Rettore, che di fatto gestisce il
Policlinico e senza la cui autorizzazione non si sposta
neppure una sedia? Da anni ripetiamo che comprendere il
personale medico nelle categorie sottoposte al blocco, piu' o
meno totale, del turn over del pubblico impiego, e' un'azione
miope e controproducente. Da anni chiediamo che si
definiscano i contingenti minimi di medici, infermieri e
tecnici che consentano di mantenere in funzione un reparto
ospedaliero (ad iniziare dai Pronto Soccorso). Da anni
continuiamo a prestare la nostra opera pur in condizioni di
enorme disagio senza che nessuno prenda provvedimenti
nonostante le nostre proteste''.
I medici del Pronto Soccorso del Policlinico, conclude,
''sono stati lasciati soli di fronte alle domande dei
cittadini ed alle inefficienze gestionali di un management
creativo che finora ha creato solo disastri, una politica che
taglia la sanita', ma non i propri costi, una Facolta' di
Medicina che nella moltiplicazione di posti apicali smarrisce
il senso della sua mission di didattica e ricerca. Ma non
bastera' trovare i capri espiatori per essere assolti di
fronte al disastro che stanno creando ai danni del servizio
sanitario pubblico''.
com-map/alf


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